Battaglia in strada tra bande di bikers. La Procura ne mette 29 sotto accusa

Inverigo Hells Angels contro Bandidos: maxi rissa tra coltellate e rivali investiti con l’auto. L’aperitivo per motociclisti si trasforma in una resa dei conti. Sono state chiuse le indagini

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Inverigo

Una battaglia senza esclusione di colpi. Una maxi rissa con tanto di coltellate e inseguimenti in auto con tentativo di investimento dei rivali. E sullo sfondo interessi e moventi mai veramente chiariti. Resta il dato storico, fotografato (a oggi) dalla Procura: 29 bikers tutto finiti sotto inchiesta per rissa aggravata, più uno di loro accusato di lesioni personali dolose, per aver travolto con l’auto e mandato in ospedale uno dei protagonisti della rissa (beffa del destino, uno della sua banda).

La magistratura

La magistratura comasca ha chiuso l’indagine preliminare per la guerriglia del 3 novembre di due anni fa, all’esterno del locale Crazy Driver di Inverigo. A rischiare di finire davanti a un giudice sono undici motociclisti che - secondo i Carabinieri di Lurago d’Erba - farebbero parte dei Bandidos, quattordici Hells Angels e quattro Iron Eagles.

Tutto è avvenuto attorno a mezzogiorno, davanti a famiglie, bambini, automobilisti di passaggio. Un gruppo di Hells Angels si era dato appuntamento per un aperitivo nel locale, insieme ad alcuni appartenenti degli Iron Eagles di Orsenigo e Cinisello. All’improvviso sono sopraggiunti i rivali del gruppo dei Bandidos (reduci, solo il mese precedente, dell’inaugurazione della loro club house in un ranch di Erba già finito nelle cronache 15 anni prima, in quanto utilizzato all’epoca dalla locale di ’ndrangheta per nasconderci le armi) e la situazione è degenerata in una violentissima rissa.

Il ferito più grave

La peggio è toccata a un trentenne luganese, Aleksandar Jeremic (un Bandidos, secondo i Carabinieri), finito in ospedale con una coltellata al torace e un trauma facciale e una prognosi di 30 giorni, e ad Agostino Favata, altro Bandidos travolto dalla Mercedes guidata da uno della sua banda, Mario Molteni di Merone. Favata sarebbe stato investito forse per errore, ma gli investigatori contestano il dolo in quanto Molteni (secondo l’accusa) avrebbe puntato comunque a travolgere con la sua auto i bikers rivali, finendo invece per abbattere uno dei suoi (almeno secondo le accuse).

Molti i comaschi coinvolti: da Bryan Ferra, 41 anni di Merone, ad Alessio Introzzi, 35 anni di Fino Mornasco e a Matteo Resta, 42 anni di Eupilio (tutti appartenenti ai Bandidos). E ancora: Morgan Varenna, 47 anni di Lurago d’Erba (degli Hells Angels). Tutti gli altri sono residenti fuori provincia: ci sono diversi bresciani, molti provenienti dalla zona del Milanese e del Monzese, qualcuno proveniente dalla provincia di Varese. L’inchiesta è stata tutt’altro che semplice.

All’arrivo dei Carabinieri la maggior parte dei bikers si era già volatilizzata e gli investigatori hanno sottolineato la scarsa - se non inesistente - collaborazione da parte dei feriti. Poi, grazie alle telecamere della zona, all’incrocio dei numeri di targa con i volti dei protagonisti, dal confronto con i profili social e anche attraverso i giubbotti indossati e i loghi sugli stessi, i Carabinieri sono riusciti ad allungare la lista dei sospettati fino ad arrivare a quota 29 persone. Tutti quanti sono stati raggiunti dall’avviso conclusione delle indagini preliminari.

Ora la parola passa ai loro avvocati, che dovranno decidere se chiedere l’interrogatorio o presentare memorie difensive e cercare di evitare l’eventuale richiesta di processo.

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