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Cantù Finora bastava indicare i cibi non graditi, senza certificazioni mediche. Adesso si cambia. Il Comune invia alle scuole le indicazioni regionali sulle mense. Cattini: «Però niente forzature»
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Gli alunni delle scuole canturine, quando si siedono a tavola a mensa, possono avere un menù diverso per motivi di salute, per motivi etici o religiosi. Ma anche per disgusto: perché il pesce o il formaggio, per esempio, proprio non riescono a mandarli giù. O almeno, finora era così. Perchè da settembre la cosiddetta “dieta per disgusto” non sarà più disponibile.
Non si allarmino i genitori però: «Nessuno verrà forzato – rassicura l’assessore all’Istruzione Natalia Cattini – e nessuno resterà a stomaco vuoto. Il benessere del bambino resta sempre la priorità».
L’ufficio Istruzione ha comunicato le nuove linee operative per il servizio di ristorazione scolastica che entreranno in vigore a partire dall’anno scolastico 2026/2027. Sono state recepite le nuove linee guida di Regione Lombardia che, appunto, prevedono che non sia più prevista la “dieta per disgusto”.
Inoltre la dieta leggera – che preveda il consumo di piatti semplici a seguito per esempio di infiammazioni o sindromi post-influenzali che richiedono cautela - potrà essere richiesta dal genitore per un massimo di 2-3 giorni consecutivi in caso di temporaneo malessere e non potrà essere utilizzata in sostituzione di alimenti non graditi; per periodi superiori sarà necessario il certificato medico.
«La cosiddetta “dieta per disgusto” - spiega l’assessore all’Istruzione Natalia Cattini – era prevista nel caso i bambini avessero difficoltà con determinati alimenti, sostituendoli con altri più graditi. Oggi sono previste diete speciali per assecondare richieste di carattere etico, religioso, sanitario, che ovviamente sono tutte confermate. Questa era una ulteriore possibilità, che non richiedeva certificazioni, e che è stata tolta recependo le linee stabilite dalla Regione».
Novità, prosegue, già presentate in commissione mensa e che ora sono state formalizzate. «Ma nessun bambino – conferma – verrà forzato».
Una decisione, quella della Regione, per affermare appieno la funzione educativa connessa alla dieta scolastica, che vede tra gli scopi prioritari quello di proporre una dieta variata, che sappia educare a tutti i gusti e i sapori, proponendo al bambino l’alimento segnalato come disgustoso in un contesto educativo e relazionale differente, con un intervento degli educatori.
«Il tempo mensa – sottolinea la dirigente del comprensivo Cantù 3 Kinzica Soldano – è tempo scuola a tutti gli effetti ed è una importante occasione di crescita, mi auguro quindi che questa novità non spinga qualche famiglia a non frequentarlo più. Io mi sono fermata più volte a pranzo con i bambini della scuola dell’infanzia, e posso assicurare che era tutto buono. E’ vero che forse, per qualcuno, l’esempio possa essere utile per estendere la propria esperienza ad alimenti fino a quel momento ritenuti non graditi». Altra novità che attende gli alunni a settembre saranno le quattro nuove mense realizzate grazie ai fondi Pnrr.
A non cambiare invece con sollievo dei genitori, sono le tariffe: «Sì – conferma Cattini – siamo riusciti a mantenere inalterate le tariffe, nonostante il prezzo delle materie prime sia aumentato. Anche grazie all’ottimo lavoro dell’ufficio Istruzione, molto attento, e alla possibilità di accedere a tariffe agevolate, la morosità, per un servizio dai costi rilevanti, è sotto controllo».
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