Sì al rogo, stop ai fuochi d’artificio. Via libera in Regione alla Giubiana

Cantù La tradizione dei falò rituali all’aperto esclusa dai divieti antismog già in vigore. Appuntamento confermato per il 29, ultimo giovedì di gennaio. Broggi: «Altre sorprese»

Cantù

Che la Giubiana potesse essere graziata, onestamente, non era mai stato nemmeno lontanamente nelle ipotesi. Anzi: dalla giunta regionale guidata da Attilio Fontana arriva il via libera ai falò rituali all’aperto, diffusa tradizione in Lombardia, esclusi quindi dai divieti antismog in vigore. Giovedì 29, l’ultimo di gennaio, come da tradizione consolidata in città tornerà la manifestazione, con il corteo, la lettura della sentenza, il rogo in piazza Garibaldi.

Non i fuochi d’artificio. Ma in questo caso a metterli fuori gioco è la localizzazione, nel bel mezzo del centro cittadino, troppo a ridosso di case e palazzi per le norme di sicurezza. L’anno scorso s’è sperimentato un nuovo spettacolo, realizzato sfruttando la versatilità del laser. Ma per la prossima edizione sono in serbo ulteriori sorprese assicura il presidente di Pro Loco Per Cantù Enrico Broggi.

La polemica del 2025

Dodici mesi fa era bastata la sola proposta del Partito Democratico canturino di provare a modificare la manifestazione per incendiare il dibattito, prima ancora delle fascine. I dem avevano suggerito di aggiornarla alla sensibilità contemporanea, nei confronti del tema enorme della violenza di genere, perché l’idea di propiziare una buona annata bruciando una donna, sulla base di un episodio storico senza fondamento, veniva ritenuta anacronistica e pericolosa. Tanto da trasformare la Giubiana in una orgogliosa rivendicazione identitaria della tradizione di fronte ai canturini da parte parte del centrodestra. Che conferma la propria posizione: «Per la nostra città – dice l’assessore alla Cultura Isabella Girgi – si tratta di una tradizione importante e sentita. Ancora una volta, l’ultimo giovedì di gennaio, ripeteremo questo rito collettivo».

La giunta regionale ha approvato, su proposta dell’assessore all’Ambiente e Clima Giorgio Maione, una delibera che definisce le disposizioni in materia di svolgimento dei falò legati alla tradizione locale e alle rievocazioni storiche. Armonizzando, così, la tutela dell’identità culturale con gli standard del Piano regionale per gli interventi sulla qualità dell’aria.

Comune soddisfatto

Il provvedimento stabilisce che, a partire da quest’anno, i fuochi rituali e i falò organizzati in occasione di ricorrenze riconosciute dai Comuni siano esclusi dai divieti di combustione all’aperto.

«Ci fa piacere – prosegue Girgi – questo è un ulteriore evento che proponiamo per mantenere viva la nostra città e che vogliamo tutelare. Finché la nostra amministrazione guiderà Cantù, andremo avanti. Ma sono certa che anche se cambiasse amministrazione la Giubiana resterebbe al suo posto, altrimenti sarebbero i canturini stessi a dire molto chiaramente di non essere d’accordo».

Il programma è in via di definizione, ma, assicura Enrico Broggi, sarà quello consolidato, organizzato da Pro Loco Per Cantù in collaborazione con l’amministrazione comunale e le associazioni del territorio. L’ultimo giovedì di gennaio attorno alle 20.45 la partenza del corteo storico che si snoderà per le vie del centro canturino, quindi in piazza Garibaldi la lettura della sentenza che manderà al rogo la fanciulla traditrice. E il fantoccio, una volta pronto, verrà esposto a Villa Calvi.

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