Stazione di Cantù, non solo vandalismi: la sala d’attesa ridotta ormai a bivacco
Via Vittorio Veneto Reportage dopo l’episodio violento dei giorni scorsi: regna il degrado. Una realtà allo sbando che sogna il recupero da 12 milioni con il metro sulla linea Como-Lecco
Cantù
Una stazione che non sembra trovare pace. Dove già si erano registrati episodi critici, tra bottiglie di alcolici e vetri rotti. E dove ora, a pochi giorni dalle minacce all’indirizzo di un capotreno, costretto ad asserragliarsi a bordo mentre un vandalo prendeva a bastonate i finestrini del convoglio - rompendone almeno uno e rendendo così impossibile la ripartenza del treno - si scopre che il teorico presidio sulla ferrovia Como-Lecco di via Vittorio Veneto è un hotel per disperati.
Il bivacco è possibile in più punti. Di più: chiunque può entrare nella struttura. Nei locali fino a pochi mesi fa in uso alle associazioni, costrette ad andarsene a causa del futuro cantiere per l’elettrificazione della linea.
B&B per disperati
A vedere la realtà, sembra parecchio lontano il sogno del metro leggero tra Cantù e Como, con l’ipotesi di una corsa ogni mezz’ora. Oltre che la riqualificazione stessa della stazione, protagonista di un’ipotesi progettuale di Camera di Commercio Como-Lecco, in uno studio che vede come strategica la stessa linea ferroviaria di collegamento tra i due capoluoghi di provincia: per sistemare la fermata di Cantù servirebbero, in tutto, 12 milioni di euro.
La Provincia ha voluto verificare con i propri occhi quale sia la situazione oggi in stazione. La risposta: pessima. La sala d’attesa, che dovrebbe essere utilizzata dai passeggeri, è una specie di bed&breakfast per disperati. Si spera: disperati non violenti. Visto il recente episodio andato in scena tra la stazione e i binari.
Nella sala d’attesa, ad ogni modo, appena entrati, sulla sinistra, a fianco dei sedili - imbrattati anche con uno spray fucsia - difficilmente viene voglia di accomodarsi in attesa del treno.
Pezzi di scatoloni avvolgono con cura le coperte di qualche senzatetto. Qua e là, altri cartoni, piccoli rifiuti. Un pesto alla calabrese comprato al discount con un cracker intonso poggiato sul coperchio del barattolo. E non va meglio sull’altro lato della sala. Un sedile presenta segni di annerimento, come se fosse stato utilizzato come base di un falò. Subito dietro, altre scatole di cartone: ripari di fortuna.
Ma se la sala d’attesa, per quanto pubblica, è tutto sommato un’area limitata del presidio, in realtà si scopre che è l’intera stazione ad essere alla mercé di tutti.
Una finestra al piano terra, da cui chiunque, anche un bambino o un ragazzino, potrebbe entrare, è stata trovata assolutamente aperta. Sembra di vedere dei segni di scasso sugli infissi. E non è difficile immaginare la stazione stessa utilizzata da abusivi come una bella casetta defilata dal centro della città.
L’arresto
Una situazione visibile a pochi giorni dell’intervento della polizia locale di Cantù, arrivata in posto per arrestare il vandalo che - giovedì - ha preso a bastonate il treno. Locali, peraltro, utilizzati fino a poche settimane fa dalle associazioni, in ultimo gli scout del gruppo Agesci Cantù 1. Che per il cantiere dell’elettrificazione hanno dovuto lasciare lo stabile e faticato a trovare una soluzione. Quella definitiva: dopo un breve periodo dai Concettini di Cantù, nell’ex magazzino del Comune a Cascina Amata, precedentemente in uso alla Croce Rossa cittadina.
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