Stazione, nel futuro c’è il rilancio. Ma ora regnano degrado e incuria
Cantù A fine anno il via ai lavori di potenziamento della linea ferroviaria tra Como e Lecco. Ormai è diventata terra di nessuno: rifugio di sbandati e senzatetto tra erbacce, danni e rifiuti
Lettura 1 min.Cantù
Piromani, sbandati, senzatetto e bevitori di alcol. Si aggirano tra incuria, locali abbandonati e desolazione di vario genere. Sognare non è mai vietato. Ma il presente è il degrado.
Mentre proseguono le ambizioni di immaginare un futuro migliore per la stazione di via Vittorio Veneto, fermata di Cantù sulla linea ferroviaria della Como-Lecco, ipotizzata come strategica per la realizzazione del trasognato metrò leggero tra la Città del Mobile e Como, la realtà dei luoghi dice tutt’altro.
Alla fine dell’anno - salvo ritardi - è previsto l’inizio dei lavori per elettrificare la linea, primo passo a cui però dovrebbe seguire anche un potenziamento delle corse oggi ridotte all’osso in settimana, persino inesistenti la domenica. Intanto, l’attualità si mostra in tutta la sua crudezza. Il fatto che la stazione sia un ritrovo utilizzato da chi non ha un tetto sopra la testa, lo indica una coperta su una panchina.
La situazione
All’esterno dei locali dove un tempo c’era Radio Cantù - la nuova sede è di prossima apertura in centro città - qualcuno si è divertito a dare fuoco ad un’altra seduta: alla faccia del pericolo di incendi di queste settimane. A fianco, due bottiglie di birra, ricordo di qualche serata estiva spensierata.
Appena arrivati al binario, si viene accolti da una piccola siepe di erbacce, spuntate selvagge dalla banchina. Attorno, sparsi, piccoli rifiuti di ogni genere, dalla lattina schiacciata ai fazzolettini usati. La fontana ha la copertura sfondata. Non mancano lastre di marmo mandate in pezzi. Inciampando tra altre alte erbacce, si prosegue verso la sala d’attesa. O forse sarebbe meglio dire: la sala fumatori. Perché, nonostante il divieto e le porte spalancate, all’interno si può percepire in modo più che distinto l’olezzo caratteristico di sigarette fumate in gran numero e in tutta tranquillità. La griglia all’ingresso della sala stessa mostra decine di mozziconi. E tappi di birra.
L’abbandono
Il fatto che le associazioni canturine, presenti sino a qualche mese fa, siano state allontanate per l’inizio dei lavori, non aiuta. Una delle porte che consentiva l’accesso ai locali appare come vandalizzata a colpi di vernice bianca. La vegetazione è in grado di creare, tra rovi e lunghi rami spinosi, un effetto stile castello incantato. Da segnalare anche qualche progresso: la finestra al piano terra, rimasta aperta nei mesi scorsi per settimane, usata di certo in precedenza da alcuni personaggi per alloggiare all’interno, sembra essere stata chiusa dalle Ferrovie dello Stato, proprietaria - e in teoria tenuta alla manutenzione - dei luoghi.
Non va meglio nemmeno nel passaggio pedonale che dal parcheggio di via Como sale verso via Vittorio Veneto: i rami, ad altezza volto, costringono a procedere zigzagando. A terra, le foglie dell’autunno sono ormai prossime al compleanno. Ci si può imbattere anche in intere taniche vuote di olio di semi di girasole. Non manca nulla.
© RIPRODUZIONE RISERVATA