«Suo marito è complice di una rapina». I finti carabinieri si prendono l’oro

Cantù Raggiro riuscito a Cantù in zona Pianella dopo una telefonata: «Dobbiamo scannerizzare tutto». Una donna si spaccia per collaboratrice dell’Arma facendosi consegnare gioielli e orologio d’oro

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Cantù

«Buongiorno. Suo marito è accusato di essere il complice di una rapina. Deve darci tutti i gioielli per un controllo: dobbiamo farli scannerizzare per verificare che non siano quelli che sono stati rubati in una gioielleria a Milano». Con questa tecnica, i finti carabinieri, dapprima al telefono, e poi in loco, grazie alla presenza di una presunta loro collaboratrice, passata a ritirare la merce a domicilio, sono riusciti a truffare una donna residente in Pianella. La quale ha consegnato l’oro che aveva: i bracciali, gli orecchini e anche un orologio dello stesso materiale prezioso in suo possesso. Per quella che poi, come lei stessa ha scoperto suo malgrado, è stata una truffa ben eseguita.

L’episodio vicino a largo Adua

L’episodio si è consumato in pieno centro, nel quartiere attorno a largo Adua. Chi è intervenuto ha commesso un crimine odioso a danno di una donna di mezza età, con istruzione di livello universitario, ora anche sconvolta per quanto accaduto. I truffatori erano evidentemente in possesso di alcune informazioni chiave. Come ad esempio il fatto che la donna fosse sposata. Dettagli certamente utili per poter procedere con la messa in scena. Che ha fruttato non poco in termini di valore. Per un bottino che, a giudicare dagli oggetti, si potrebbe stimare al minimo in qualche migliaia di euro

«Una donna - racconta lei stessa, preferendo l’anonimato - spacciatasi per collaboratrice delle forze dell’ordine, si è fatta consegnare da me una borsa con il mio oro. Anelli, bracciali, orecchino e un orologio d’oro. I suoi complici, presentatisi come carabinieri, mi hanno convinto con una lunga telefonata dicendomi che quest’oro andava scannerizzato per confrontarlo con quello rubato in una gioielleria a Milano. Mi hanno detto che mio marito era stato accusato di essere complice della rapina».

Il racconto: «Ora mi vergogno»

Purtroppo: «Sono stata truffata. Mi vergogno molto di non aver saputo cogliere i segnali d’allarme di questa situazione, che era molto strana ma, a quanto pare, ben pensata. Mi auguro che nessun altro cada in questa truffa», dice la donna. Che con la sua storia vuole invitare tutti a fare attenzione. «Ho fatto immediatamente denuncia - aggiunge - Ho letto delle di truffe e so che non bisogna dare niente a nessuno. Ma in quel momento era come se il cervello si fosse spento. Hanno fatto leva sulla minaccia della perquisizione, sull’urgenza, sul fatto di essere stati accusati di essere complici di rapina. In più erano gentili. Sono stata molto ingenua e loro invece molto bravi a far leva sui miei punti deboli. Ora sono molto provata».

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