Tunnel sì, tunnel no: Mariano si divide

Mariano Comense Il progetto dei sottopassaggi per liberare il centro dal traffico non convince tutti. Scanziani (Lega): «Toglierebbero il traffico». Mauri (Comitato): «Non risolverebbero nulla»

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Mariano Comense

Al mattino in orario pendolari le sbarre in via Isonzo restano abbassate venti minuti su 45 minuti di tempo.

Effettuata una prova sul campo, riportato il risultato da queste colonne, i marianesi si dividono tra chi è a favore dei due nuove tunnel da costruire in via San Francesco e in via 24 Maggio per far fluire la coda al passaggio a livello in centro e chi al contrario si oppone al progetto convinto le code aumenteranno insieme allo smog.

Lo studio dei progetti

Regione e Ferrovie Nord stanno disegnando i sottopassi, a favore il Comune. «Il test effettuato ci restituisce una fotografia puntuale su una problematica concreta che i cittadini di Mariano affrontano quotidianamente – commenta Filippo Scanziani, capogruppo della Lega in consiglio - 21 minuti di chiusura dei passaggi a livello su 43 minuti di osservazione rappresentano un dato significativo, soprattutto negli orari di punta. Questo dato, libero da qualsiasi condizionamento o preconcetto, derivante da analisi, numeri e statistiche, ci mostra come la realizzazione dei sottopassi ferroviari costituisce una risposta infrastrutturale concreta e duratura, capace di migliorare la fluidità del traffico, ridurre i tempi di percorrenza e garantire maggiore sicurezza agli automobilisti, ai pedoni e ai mezzi di soccorso. Le nuove infrastrutture dovranno naturalmente essere progettate e realizzate con cura e attenzione, basandosi sugli studi e sulle valutazioni che sono già stati prodotti nella fasi progettuali già completate. L’obiettivo di queste opere non sarà semplicemente eliminare le code, ma migliorare la qualità della vita dei cittadini andando finalmente a ricucire un territorio segnato storicamente da una profonda spaccatura che divide la nostra città».

Un comitato civico di cittadini invece è pronto a fare ricorso al Tar. «Nessuno nega che l’attesa ai passaggi a livello sia un grosso problema - commenta il portavoce Giuseppe Mauri - infatti il nome che abbiamo scelto è “Non in centro”. Sì a una soluzione, no a due ecomostri che aggraverebbero il problema invece che risolverlo. Tutti gli esperti con cui abbiamo parlato, di fronte a questo progetto hanno storto il naso. Primo problema: il traffico».

«La qualità della nostra città è mortificata dal traffico soffocante e non è solo un problema di passaggi a livello, altrimenti non si spiegherebbero le code quotidiane in viale Lombardia, via Cardinal Ferrari e corso Brianza negli stessi orari. Secondo problema: vale il principio della dinamica dei flussi, l’acqua passa più velocemente in un tubo più largo Anche se il traffico totale non aumenterà ricordiamo che il passaggio a livello di via Isonzo resterà e quindi il traffico attuale sarà incanalato verso le altre due direttrici. Questo farà crescere significativamente il numero di veicoli che transiteranno, tra l’altro, davanti alle scuole. Quindi: traffico veicolare triplicato, inquinamento, pericolo incidenti in un’area, quella delle scuole, che in altre città verrebbe pedonalizzata».

Il rischio idrogeologico con gli scavi, la chiesetta di San Francesco da tutelare, tra i nodi sollevati.

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