Addio al Palaturra, un buco nero a Cantù, raso al suolo dopo 14 anni

Il progetto Nei prossimi giorni verranno rimossi i resti dell’impianto sportivo mai nato. Soddisfatto il sindaco: «Finalmente ci liberiamo di questo spettro, per realizzare l’Arena»

Da più di dieci anni giace abbandonato a se stesso in corso Europa, l’area che da trent’anni è un buco nero, capace di divorare due palazzetti. Per il Palaturra, il numero due della sfortunata serie, la sentenza di condanna a morte è già stata pronunciata: è solo questione di giorni e, entro la fine della prima metà di marzo, arriveranno operai e tecnici per costruire, sul progetto di Cantù Next, la nuova Arena.

Così come per il Palababele - il rosso piramidone firmato Vittorio Gregotti poi demolito - a rimpiangere il successore Palaturra (iniziato nel 2010, 14 anni fa) saranno i graffitari che, negli anni, sono entrati a pittare il grigio cemento, interrotto poco oltre le fondamenta, tra ferri arrugginiti vista cielo. E gli appassionati di fotografia di archeologia industriale, che qui hanno sempre trovato pane per i loro scatti. Queste giornate di pioggia, tra l’altro, rappresentano anche un’adatta cornice per l’addio al Palaturra: perfette per le ultime fotografie dalla recinzione dell’opera che, già nel corso del 2013, causa interruzione lavori, fece impensierire il Comune.

Da allora, il nulla. Nell’abbandono, già si è intervenuti a sfalciare robinie, anche per poter prendere le misure in vista delle progettazioni che ora si avvicinano al dunque. Con la partenza del cantiere di Cantù Arena, le prime a sparire saranno proprio le recinzioni arancioni mangiate dal tempo, sostituite dalla nuove. Verrà abbattuto il cartellone bruciato dal sole, dove a fatica si intravede il rendering glorioso di un palazzetto mai nato. Il resto sono cartacce, lattine di birra, altri rifiuti. Una cornacchia grigia si posa su un angolo della costruzione. E tra scampoli di vegetazione selvaggia, affiora qualche mezza palude urbana.

Un paesaggio destinato a cambiare. Tra i tifosi della Pallacanestro Cantù, che qui troverà casa, cronoprogramma alla mano, dalla primavera 2026 in poi - ci sono tre mesi per la demolizione, quindi un anno e nove mesi per iniziare e finire il palazzetto polifunzionale destinato a ospitare eventi, concerti, eccetera - qualcuno ha già tirato un sospiro di sollievo.

«Il momento tanto atteso, finalmente, è arrivato - dice il sindaco Alice Galbiati - È questione di giorni, ormai, e poi vedremo i mezzi incaricati da Cantù Arena Spa liberarci dallo scheletro incompiuto che ha deturpato il panorama di corso Europa per anni. Uno spettro che, da canturina e tifosa, insieme all’Amministrazione mi sono impegnata ad eliminare fin dall’inizio del mandato». Nulla però sarebbe stato possibile senza le fatiche del privato: Cantù Next e i restanti soci parte di Cantù Arena, infatti, da anni si sono fatti carico di un progetto - trovando anche buona parte della copertura finanziaria - enorme e complesso. Il Comune si è occupato - anche la Provincia - di timonare un iter articolato e non privo di insidie.

«Dopo tanto lavoro negli uffici, siamo davvero pronti a dimostrare ai cittadini che Cantù può guardare avanti - aggiunge il sindaco - In questo senso l’abbattimento dei resti del Palaturra è molto più di un primo passo verso la realizzazione dell’Arena: è un segnale tangibile che il momento del cambiamento e del riscatto è finalmente arrivato».

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