Adescato alla fermata del bus, paura per un quattordicenne

Tavernerio L’episodio martedì mattina, si cerca un uomo di circa 40 anni. Il papà del ragazzino: «È scosso, era una delle prime volte che viaggiava solo»

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Tavernerio

«Mio figlio è il primo anno che si muove da solo per andare a scuola. Questo episodio l’ha scosso: quel giorno non è andato in classe, è rimasto a casa. Abbiamo voluto avvisare anche gli altri cittadini per evitare che ad altri possa accadere la stessa cosa».

Il racconto

A parlare è il papà di un ragazzino di 14 anni di Tavernerio, che lunedì mattina, più o meno alle 7, mentre attendeva alla fermata dell’autobus un pullman che lo portasse verso Como per prendere parte alle lezioni, è stato avvicinato da un uomo: lo sconosciuto l’ha strattonato per un braccio chiedendogli di seguirlo, «di andare con lui», per poi allontanarsi dopo la reazione dell’adolescente.

Il giovanissimo studente, spaventato, ha poi chiamato la madre che lo ha raggiunto alla fermata. Poche ore dopo, la vicenda era già sul tavolo dei carabinieri della stazione di Albate che ora stanno indagando dopo avere informato anche la Procura di Como.

L’avviso, per mettere tutti in guardia, è stato poi pubblicato anche sui social sempre dalla famiglia coinvolta, che si è rivolta alla pagina Instagram “Orgoglio Comasco”.I carabinieri si sono già mossi e hanno acquisito le immagini delle telecamere puntate sulla fermata dell’autobus che si trova a Tavernerio, in via Briantea, vicino al negozio Acqua & Sapone. Ed in effetti, dal video si vede un uomo avvicinarsi al ragazzo che si trova un po’ defilato rispetto agli altri viaggiatori in attesa alla pensilina. Poco si capisce dall’accaduto, che dura un pugno di secondi; poi l’uomo si allontana senza veri e propri atti di violenza.

Il racconto più dettagliato di quanto avvenuto arriva proprio dal padre.

«Stava aspettando l’autobus – ci dice al telefono, contattato ieri pomeriggio – Era un po’ spostato, quindi non sappiamo se gli altri in attesa alla fermata si siano accorti di quello che avveniva. Un uomo sulla quarantina, crediamo straniero (le immagini mostrano che aveva carnagioni bianca, ndr), si è avvicinato e gli ha afferrato il braccio strattonandolo e dicendo: “Andiamo, vieni via con me”. L’ha ripetuto due volte. Mio figlio ha reagito, si è divincolato dalla presa, e l’uomo a questo punto ha desistito, allontanandosi in direzione di Lipomo».

L’avvicinamento inatteso non ha lasciato indifferente il minore che tra l’altro, come detto, proprio quest’anno è in prima superiore ed inizia a muoversi da solo con i mezzi pubblici.

«Quando è successo il fatto mio figlio ha chiamato la mamma e le ha raccontato i fatti - prosegue il papà - così è passata a prenderlo che era ancora alla fermata del bus. Era turbato. Poi la segnalazione è stata mandata subito ai carabinieri».

L’autodifesa

« Tutto è durato pochi secondi – conclude il padre – e in quell’attimo ha prevalso il senso di autodifesa di mio figlio. Era spaventato, ma fisicamente non ha riportato conseguenze. Abbiamo voluto raccontare questa storia per mettere in guardia anche le altre famiglie di Tavernerio».

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