Al TEDx sedici idee per il mondo di domani: dall’archeologia all’AI galoppante

A 17 anni dalla prima volta, la conferenza è tornata al centro congressi di Villa Erba. Sul palco nomi comaschi e grandi esperti per parlare di futuro, partendo anche dal passato

A Oslo c’è una biblioteca che, dal 2014, continua a raccogliere manoscritti inediti. Il punto è che nessuno li leggerà prima del 2114. Insomma, chi scrive oggi, lo fa per chi leggerà domani. Forse però, quegli scaffali silenziosi e ben custoditi sono una metafora più grande: cosa stiamo piantando oggi di cui non vedremo mai il frutto?

Ieri, a questa domanda hanno cercato di rispondere i sedici speaker di TEDxLakeComo “Futuro anteriore”. La conferenza annuale, giunta all’edizione numero sedici, ancora una volta ha fatto sold-out: oltre 1.200 ingressi. Sala piena, faretti rossi in pieno stile TED, e si comincia. Con un nome parecchio noto.

Nel futuro

«Mi sveglio una mattina, apro gli occhi e ho netta sensazione che qualcosa sia cambiato». Inizia così Elsa Fornero, economista chiamata a Roma durante il governo Monti per guidare il ministero del lavoro e delle politiche sociali. Nel suo sogno, parola per parola, sembra delinearsi un’Italia troppo bella per esistere, quasi come se fosse stata generata da una delle tante AI che, nel giro degli ultimi 4 anni, si sono prese le scrivanie degli uffici, ma non solo. «Abbiamo l’impressione che il digitale sia una serie di prodotti nostri, che controlliamo. In realtà, da almeno 15 anni, prima con i social e ora con i chatbot, ci spostiamo in un mondo non più di prodotti ma di architetture digitali, immersi senza rendercene conto, un po’ come i pesci nell’acqua - avverte Bruno Giussani, saggista e per vent’anni global curator di TED -. Dipendiamo sempre di più e controlliamo sempre meno. A quello ci pensa un piccolo gruppo di aziende, per lo più americane, che hanno il potere di modulare il modo in cui noi capiamo e leggiamo il mondo».

E l’IA, da curioso strumento in mano nelle tasche della Gen Z e dei Millennials, è arrivata pure ai Boomer, ha cambiato il mondo della cura a suon di algoritmi, per una medicina personalizzata. Allo stesso modo, ha creato complicazioni non da poco nel mondo del reclutamento lavorativo. «Oggi per scrivere un curriculum perfetto, o superare i test di selezione, basta chiedere un aiuto a ChatGpt» rivela Alberto Natale. Forse però, nell’IA c’è anche parte della soluzione. Natale, nato a Como e poi partito come tanti giovani alla volta dell’Inghilterra, ha fondato una startup che mette al servizio delle aziende un metodo per «incontrare ogni singolo candidato, andando oltre il curriculum». E trovare così quei talenti invisibili nella pila di curriculum tutti uguali.

Guardarsi indietro

Eppure c’è stato un tempo in cui la vera innovazione è stata costruire una città là dove c’era una palude impossibile da edificare. Stiamo parlando di Como, raccontata attraverso i secoli da Fulvia Butti, archeologa comasca. Lei, quando studia, guarda verso il terreno. Sabrina Speich, oceanografa, guarda invece all’acqua blu del Pianeta. Che racconta il passato proprio come un reperto: «L’atmosfera ci mostra il tempo che abbiamo, l’oceano è la memoria del nostro clima». Memoria sì ma anche presenza di sottofondo, che in maniera neanche troppo paradossale ha legato l’estate arida nella Pianura Padana e le alluvioni in Spagna. Anche nel luglio 2021, quella pioggia che mise in ginocchio i lariani «prese forza dal mare».

Tra gli altri interventi arrivati a Cernobbio, dopo momenti swing e chiacchiere davanti a un caffè, anche quello di Emilio Cozzi, che ha accompagnato tutti i presenti in una metaforica passeggiata spaziale che restituisce un quadro di ciò che succede sulla Terra. O ancora il comasco Isacco Gavazzi, prima eccellenza della Como Nuovo, poi matematico e ideatore di un progetto dedicato alle nuove generazioni. Dedicato a chi attende la libertà è invece il progetto di imprenditoria benefit pensato da Davide Danni, che porta l’arte della panificazione nelle carceri italiane. Infine, sul palco di Villa Erba, è salito anche Simone Pelucchi de Lo Snodo di Erba: non uno speaker, ma un testimone di TEDxYouth Lake Como, format dedicato alle scuole, andato in scena lo scorso maggio con 2mila ragazzi e ragazze. Tornerà al Teatro Sociale l’8 e il 9 aprile, con un tema - “Luci” - che strizza l’occhio alle celebrazioni voltiane. Questa però, è una storia ancora tutta da scrivere.

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