Arrivederci Orticolario: un sogno collettivo nella fantasia botanica (VIDEO)

L’evento Pienone di visitatori durante il weekend. In coda per entrare nello spazio creativo “La soglia”. Un aiuto importante dagli studenti di cinque istituti

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Alla fine, Orticolario en rêverie ha fatto sognare i suoi visitatori, con gli occhi chiusi sotto il sole di un’ottobrata complice, che ha permesso di godere di tutti gli angoli del parco di Villa Erba.

Casa della manifestazione fin dalla prima edizione nel 2009, quest’anno la dimora estiva di Luchino Visconti si è aperta ancora di più, per ospitare tutti i workshop, oltre alle tradizionali visite guidate. A questo proposito, ora che il parco è in fase di disallestimento, vale la pena ricordare l’impegno che numerosi studenti, fin da lunedì scorso, hanno dato agli organizzatori di Orticolario l’aiuto necessario affinchè tutto accadesse. Chi nei panni del cicerone, chi con gli scarponcini, sono stati una presenza costante tra i visitatori. Cinque in tutto le scuole coinvolte: Iath Academy, istituto Pessina, istituto San Vincenzo, Fondazione Minoprio Its Academy ed Enaip (che ha prestato servizio durante la charity dinner di giovedì sera). Per il conteggio degli ingressi nei quattro giorni di manifestazione bisogna aspettare domani.

Certo è che oggi 4 ottobre, nell’ultimo giorno di Orticolario, c’erano code un po’ ovunque: al pontile del battello dedicato, agli stand della ristorazione, ma anche allo spazio creativo “La soglia”.

Progettato da Stefano Dentice di Accadia (che ha vinto il Premio Grandi Giardini Italiani e il Premio Empatia) è forse lo spazio che ha incuriosito di più i visitatori: una grande stanza nera, in cui entrare e camminare, tra i riflessi distorti degli specchi e il suono dell’ardesia sotto i piedi. «Questa scatola scura rappresenta la notte, il sonno, ma anche la scatola mentale rigida con cui spesso ci poniamo nei confronti della realtà - racconta Dentice-. Però, entrando nei meandri della mente, è lì che insorge il pensiero artistico, creativo, luminoso».

Insomma, una metafora ben riuscita, che è piaciuta parecchio ai visitatori. Così come “Rosa velata”, lo spazio vincitore del concorso, che ha sfruttato l’effetto visivo del tessuto per ricreare una gigantesca rosa in cui perdersi.

A condurre le conferenze nel padiglione centrale, esperti e autori con le vite più diverse, uniti però dal desiderio di raccontare quanta complessità e quanto di fantastico si nasconde nel mondo botanico, spesso relegato a sfondo inanimato. A chiudere il programma culturale Alessandra Viola, divulgatrice, con un viaggio tra i sensi delle piante: pur prive di occhi, orecchie e un cervello, sanno percepire ciò che gli accade intorno. Solo con una forma d’intelligenza diversa da quella umana. Di questa sedicesima edizione rimarrà anche l’invito di Luigi Serafini, ospite d’onore, a darsi il permesso di immaginare, osare con la fantasia.

E nemmeno il tempo di chiudere i cancelli che, tra pochissime settimane, uscirà l’open call degli spazi creativi per Orticolario 2027. Ma questa è un’altra storia.

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