Basta pallone in piazza: scatta il divieto a Campione d’Italia

L’amministrazione comunale ha ordinato il divieto di giocare con la palla nei dintorni di piazza Roma e nelle principali strade comunali

Lettura 1 min.

Como

Basta pallone in piazza, scatta il divieto a Campione d’Italia, il Comune promuove anche lo stop al traffico. A proposito di mondiali, della nazionale azzurra nuovamente esclusa, non farà piacere agli allenatori di calcio pronti a scoprire nuovi talenti sapere che in riva al Ceresio l’amministrazione comunale ha ordinato il divieto di giocare con la palla nei dintorni di piazza Roma e nelle principali strade comunali. Dopo qualche pallonata e qualche cross tra tavolini e bar la giunta preferisce garantire «il sereno utilizzo delle aree in concessione ai pubblici esercizi da parte degli avventori delle attività». Ecco dunque il divieto «in piazza Roma e in tutte le piazze e strade comunali dei giochi con il pallone e di qualsiasi sport non autorizzato». Addio all’Italia dei palloni tra i cortili e le macchine?

«Piazza Roma in particolare è affacciata sul lago e ci sono tanti bar ed esercizi commerciali – spiega il sindaco Luca Frigerio – non è il luogo adatto per giocare a pallone. Da decenni non esisteva una ordinanza chiara. Da questa estate abbiamo chiuso al traffico nel fine settimana, la sperimentazione sta andando bene. Le varie attività organizzano eventi, concerti, spettacoli, ad agosto il calendario sarà ancora più ricco». E però togliere il pallone ai bimbi ha fatto stortare a più campionesi il naso. C’è già chi promette amichevoli sulla carreggiata. «Stiamo progettando la chiusura definitiva al traffico della piazza – spiega il sindaco – saremo pronti dal prossimo anno, bisogna mettere mano alla viabilità, disegnare un doppio senso a salire e due rotatorie. Faremo tutte le manutenzioni che in centro sono mancate nell’ultimo decennio, dopo il fallimento del Casinò. Tra le opere, promesso, allestiremo anche dietro la casa da gioco un parco per i bambini con un campetto da calcio e un tabellone per giocare a basket».

«Più che il divieto del gioco con la palla mi preoccupa il principio che introduce questa ordinanza – dice la capogruppo di minoranza Barbara Marchesini - stabilire che siano consentiti solo i giochi preventivamente autorizzati significa attribuire a qualcuno il potere di decidere quali giochi siano ammessi e quali no. Sulla base di quali criteri? Dove sono indicati? Chi garantisce che le decisioni siano oggettive e non discrezionali? Il diritto amministrativo impone che i limiti alle libertà dei cittadini siano determinati, proporzionati e fondati su criteri chiari, non rimessi alla valutazione del momento. Se esistono comportamenti pericolosi o molesti, vanno sanzionati. Ma non si può subordinare la normale vita di una comunità a un sistema di autorizzazioni preventive generico. Una città che vieta ai bambini di giocare nelle piazze non è una città più sicura: è una città che rinuncia a essere una comunità»

© RIPRODUZIONE RISERVATA