«Bimbi con disabilità picchiati e insultati». Chiesto il processo per tredici sanitari
Tavernerio Gli episodi, per l’accusa, sarebbero avvenuti a Villa Santa Maria tra il 2018 e marzo 2021
Tavernerio
C’era un bimbo che soffriva di disturbi comportamentali che, tra gli 8 e i 12 anni di età, quando “disturbava” durante la notte sarebbe stato chiuso a più riprese in un carrello metallico, simile a una gabbia, che serviva a trasportare la spazzatura o la biancheria. Una ragazzina con gravi ritardi mentali che tra i 20 e i 23 anni sarebbe invece stata ripetutamente legata o chiusa a chiave per ore in un bagno. E poi un ragazzino con sindrome di Down che sarebbe stato «abitualmente» picchiato e lasciato a digiuno da un operatore in particolare.
L’inchiesta
Se questi fatti si dovessero tramutare in episodi dimostrati in un’aula di giustizia, ci troveremmo di fronte a una vera sceneggiatura dell’orrore. Il procuratore di Como, Massimo Astori, ha chiesto il processo per tredici ormai ex operatori sanitari in forze, tra il 2018 e la prima metà del 2021, al centro di Neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza “Villa Santa Maria” di Tavernerio. Sono tutti quanti accusati di maltrattamenti aggravati in concorso a carico di quindici giovani ospiti.
Una vicenda delicatissima nell’ambito di un’indagine particolarmente complicata che ha preso il via nel febbraio 2021 grazie alle rivelazioni di due operatori in servizio a Villa Santa Maria e testimoni di episodi considerati, da loro e non solo (considerando la richiesta di rinvio a giudizio), particolarmente gravi ai danni di bambini e ragazzini affidati alle cure degli operatori sanitari.
I Carabinieri della stazione di Albate, subito dopo la prima denuncia, avevano sentito i genitori di quattro ospiti del centro di Tavernerio. E l’inchiesta aveva cominciato a prendere forma. E poi ad allargarsi. Ad aprile 2021 la notizia dell’indagine inizia a girare all’interno della struttura, dopo che la Procura ha chiesto il sequestro delle cartelle cliniche di una decina di pazienti. In quattro complicati e lunghi anni la Procura, con l’ausilio dei Carabinieri e in alcuni casi della Squadra mobile, ha sentito decine di testimoni, ex operatori, genitori, possibile persone informate sui fatti. Quindi, lo scorso anno, la chiusura delle indagini con la formalizzazione delle accuse. Otto dei quattordici indagati si sono fatti interrogare dagli uomini della polizia giudiziaria della Procura. Per uno di loro, in seguito all’interrogatorio e alla memoria difensiva, il pubblico ministero ha chiesto l’archiviazione delle accuse. Per tutti gli altri, invece, si apre la strada che li porterà davanti al giudice delle udienze preliminari.
Sotto accusa
Gli imputati, additati di aver instaurato - secondo l’accusa - un clima di violenza e paura per sottomettere gli ospiti, in cura a Villa Santa Maria per autismo, sindromi psichiatriche e mentali, ritardi congeniti e patologie particolarmente gravi, sono: Vasile Popa (accusato di maltrattamenti su 5 ragazzini), Annalisa Melchior, Luca Artuso, Piera Catino, Oksana Oliynyk, Giuvanni Bozzuto (4 presunte vittime), Armando Catuozzo (3), Davide Pozzoli, Simone Carsetti (2), Giulio Sanfilippo, Luigi Sannino, Fabrizio Trombetta (1). Per tutti si attende la fissazione dell’udienza preliminare.
Contattati, i vertici di Villa Santa Maria in questa fase preferiscono non commentare.
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