Campione, minacce e insulti alla sindaca. Il vigile risarcirà 15mila euro
Campione d’Italia L’attacco su Facebook dopo il dissesto del Comune. L’agente di polizia locale aveva perso il lavoro e aveva attaccato Piccaluga
Campione d’Italia
Le sberle al sindaco di Campione d’Italia, anche se solo augurate via social, costano care: condannato al risarcimento il vigile contestatore.
Correva l’anno 2018. I fatti risalgono infatti ai tempi difficili della chiusura del Casinò, al commissariamento del Comune e al conseguente scioglimento del corpo della polizia.
Il durissimo sfogo
L’allora sindaca Maria Paola Piccaluga era così diventata bersaglio di numerose proteste. Anche l’agente di polizia locale Giuseppe Drago, che oggi ha 49 anni, aveva perso il posto di lavoro; esasperato, si era così sfogato su Facebook : «Grandissime teste... andate a raccontare storielle agli incontri ufficiali... a sberle dovrebbero prendervi».
Frasi considerate dagli amministratori locali non solo offensive, ma soprattutto minacciose.
«Missione compiuta - proseguiva il messaggio di Drago - un sentito ringraziamento a tutti i tirapiedi che sono rimasti ai loro posti. Razza di sub umani, dove siete? Non andate a brindare in piazza? Paura eh?».
Piccaluga, in carica fino al 2017, dunque si era rivolta nell’estate del 2018 alla caserma dei carabinieri di Campione d’Italia. L’ex prima cittadina era sicura che, «pur non indicando il nome», il vigile si stesse riferendo anche a lei.
Ne era poi nata un contesa legale, con la sindaca a costituirsi parte civile, con un secondo procedimenti aperto sulla stessa vicenda.
A distanza di anni, la vicenda si è risolta con 15mila euro di risarcimento danni riconosciuti a Piccaluga, da sempre assistita dall’avvocato Aldo Turconi.
«Mi ero rivolta prima ai carabinieri e poi al tribunale – commenta oggi Piccaluga – la controparte aveva resistito in giudizio. C’era stato anche il dibattito, con i miei testimoni sentiti dai giudici e di contro quelli chiamati dall’agente. Ormai è passato tanto tempo e non ricordo tutti i dettagli. Ricordo però che all’epoca quelle minacce mi avevano messo paura, mi avevano sinceramente intimorito. Erano via social, sì, ma non erano così virtuali: erano davvero dirette, cattive, ecco perché mi ero convinta a denunciare l’accaduto. Era stata una vicenda concitata, dopo otto anni sono felice sia così finita».
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