Cantù, l’inchiesta è partita dai terreni a Fino: guadagnati milioni dalla rivendita, senza pagare le tasse

La ricostruzione Interrogato ieri in carcere Della Fontana, oggi tocca a Ferrari, Quintavalle e Arnaboldi. Il legale del varesino chiede «l’attenuazione della misura cautelare». Gli altri per ora tacciono

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Indagini condotte da nucleo di polizia economico finanziaria di Albate

Il Comune di Fino Mornasco, il 22 aprile 2008, aveva deliberato – in un programma integrato di intervento – un bando su dei terreni con uno sconto importante, del 30%, qualora la società vincente della gara fosse stata una cooperativa.

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Nel settembre dello stesso anno veniva costituita la società cooperativa “Sviluppo Urbano” con a capo un presidente ma – ritiene la procura – con dietro la figura di Claudio Ferrari come vice presidente e di Fabrizio Arnaboldi come consigliere. Su chi in realtà gestiva il tutto, la pm Antonia Pavan non pare avere dubbi, ovvero Ferrari, cui il presidente della stessa cooperativa in una intercettazione diceva platealmente: «Gestivi tutto tu, non io...». La gara per quei terreni, su cui avrebbero dovuto essere realizzati una scuola primaria, una casa di riposo e un impianto di energie rinnovabili, la vinse proprio la “Sviluppo Urbano”. Fin qui tutto normale.

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