Casinò di Campione, i conti tornano a traballare. Il direttore: «Spese e debiti ancora alti»
Campione d’Italia L’allarme lanciato da Silvestri in una lettera ai sindacati: timori per il 2027. «Tra novembre e gennaio pagheremo 12,5 milioni ai creditori e 7,5 milioni per i contratti»
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Al Casinò è già tempo di vacche magre, nel 2027 c’è il rischio che vengano «a mancare le liquidità».
Sulla scorta del buon andamento dei bilanci della casa da gioco messo nero su bianco fino a inizio anno, i sindacati sono tornati a bussare alla porta per chiedere maggiori garanzie a proposito del personale. La risposta data dal direttore generale, Stefano Silvestri, disegna però un quadro affatto roseo.
Intanto secondo Silvestri le nuove norme in materia di prevenzione del riciclaggio e del finanziamento del terrorismo sono stringenti e avranno «un impatto pesante sulle capacità produttive».
Il piano di rientro
Di qui «la necessità di rivedere le precedenti previsioni, detto che ci sono tutta una serie di impegni già assunti nell’ambito della gestione concorsuale che dovranno essere rispettati». Restano milioni e milioni di euro da saldare. Il Casinò dopo il fallimento del 2018 ha firmato infatti un piano di risanamento in tribunale. «Tra novembre e gennaio la società procederà al pagamento dei creditori per 12,5 milioni - si legge nella lettera firmata da Silvestri - e dei contratti per 7,5 milioni. A febbraio inizierà il rientro del debito con Novomatic, 16 rate trimestrali per circa 10 milioni di canoni». C’è poi il tesoretto da versare al Comune, l’amministrazioen comunale è socio unico del Casinò.
«Un debito da 40 milioni di euro che è stato spalmato su base convenzionale per i prossimi dieci anni». «In buona sostanza, al Comune andranno per i prossimi due anni euro 4 milioni per oneri di convenzione. Tutti questi fattori condizioneranno, e ridurranno, in modo significativo le disponibilità liquide. Senza contare le ordinarie spese generali, a partire da quelle per l’energia ed il riscaldamento, che stanno già aumentando in maniera sostanziale, del 20%-30%. L’azienda deve, infine, obbligatoriamente programmare degli interventi sull’immobile, compresi quelli di restyling delle sale, in accordo con la proprietà, sulla base di valutazioni di priorità e di contestuale disponibilità economica».
Meno liquidità
Assunzioni nuove e scatti salariali per ora non sono in programma, anzi. Secondo la direzione siamo di fronte a un mercato stagnante. L’azzardo tradizionale cede terreno rispetto all’online. Occorre studiare nuove strategie e, per ora, contenere i costi. Riaperto il Casinò nel 2022 le sale da gioco contavano 172 dipendenti, ora sono 198. Il costo del personale è passato da 9 milioni e 386mila euro a 13 milioni e 410mila euro, con un costo medio per dipendente che è passato da 54.571 euro a 67.052. Il tutto con i conti ancora da chiudere con i commissari giudiziali a proposito di fallimento.
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