Casnate, Zambrotta sul centro sportivo: «Pagato tutto quanto dovuto»
Casnate L’ex calciatore contesta i 50mila euro richiesti dal Comune. «Abbiamo affrontato spese non previste, ora ci chiedono cifre non eque»
Lettura 1 min.Casnate con Bernate
L’avvio di un confronto sulla revisione del Piano economico finanziario che non sia rimesso all’autorità giudiziaria o alla cronaca locale, ma sia svolto tra le parti nel rispetto della collaborazione, lealtà, correttezza, trasparenza.
Lo auspica la società Eracle, che sino al 2040 gestirà il centro sportivo comunale “Renato Rossi” di via Roma. Una presa di posizione del suo presidente, l’ex calciatore Gianluca Zambrotta, alla luce della determina comunale del 6 maggio, in cui è stato affidato a uno studio legale il compito di recuperare i debiti ancora in essere di Eracle nei confronti del Comune. L’ente pubblico rivendica 51.327,87 euro per i consumi di energia elettrica dell’impianto di via Roma, riferiti agli anni 2024 e 2025. Ne avevamo già scritto, ma oggi Zambrotta precisa alcuni punti.
La posizione
«La società Eracle, in questi anni di gestione del centro sportivo, ha dovuto affrontare oneri e spese non previste e non prevedibili al tempo della firma della convenzione con il Comune per ben più di 550.0000 euro – sottolinea l’ex calciatore - Ora si trova in conflitto con l’amministrazione, che per un verso pretende pagamenti non dovuti o quantomeno non equi e ha comunicato, proprio l’indomani dell’uscita dell’articolo (pubblicato sul nostro giornale il 21 maggio ndr.), che non intende rivedere il Pef».
Zambrotta parla di rapporti difficili. «Nonostante gli sforzi profusi per una soluzione bonaria, la perdurante ostilità dell’amministrazione ma soprattutto dell’area dell’Ufficio Tecnico, dimentica o incurante dei gravosi oneri sopportati da Eracle per ammodernare e rendere più sicuro e fruibile un centro consegnato in pessime condizioni, ha imposto anche alla società di affidare incarico a legali per valutare le azioni da intraprendere nei confronti del Comune».
Sul pagamento dei consumi di energia elettrica. «Il rimborso forfettario previsto in convenzione, non risulta giustificabile – afferma Zambrotta - Sia per la gravosità dell’onere forfettario a carico del concessionario, rispetto al costo di mercato, sia per la reticenza dell’amministrazione a voler eseguire interventi di efficientamento energetico, peraltro agevolabili fiscalmente».
La precisazione
In merito le neorieletta sindaca Anna Seregni è pronta a aprire un confronto e in parallelo Gianluca Corani, assessore all’Urbanistica e Lavori Pubblici uscente, precisa alcuni aspetti della vicenda.
«Non c’è alcun accanimento da parte dell’amministrazione comunale o del settore tecnico, semplicemente si sta applicando la convenzione sottoscritta il 14 gennaio del 2020 – sottolinea Corani – Sulla questione energia elettrica l’articolo 6 della convenzione specifica che per l’intera durata della concessione, il concessionario (Eracle ndr.) dovrà corrispondere 18mila euro annui, oltre Iva, a titolo di rimborso per il consumo di corrente».
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