Civello, furto in chiesa a colpi di ascia

Villa Guardia I banditi sono riusciti a entrare e hanno sfondato tre porte, tra le quali quella della casa del parroco. Rubati dalla sacrestia vari oggetti preziosi, tra questi il calice e il piattino del neo sacerdote don Carlo Tettamanti

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Villa Guardia

Sfondano tre porte blindate con un’ascia e rubano in chiesa a Civello. Un fatto mai successo che lascia basita tutta la comunità di Civello, a partire dal parroco, don Enrico Colombo.

Nel racconto del sacerdote, 66 anni, dal 1998 parroco di Civello e da 42 anni sacerdote, c’è tutta la preoccupazione per quel che è accaduto ed anche la tristezza nel constatare a che punto arrivi la cattiveria di chi non si è fatto scrupoli ed ha voluto sottrarre dalla sacrestia della chiesa calici, pissidi, patene, oggetti preziosi in argento che hanno un valore ancor più alto e non economicamente esigibile perché ogni calice, pisside, patena, ha anche una storia ed un grande valore affettivo. «jHanno portato via anche il calice e la patena (piattino, ndr) di don Carlo Tettamanti, li aveva fatti fare per la sua ordinazione – spiega don Enrico parlando del neo sacerdote di Civello ordinato in Cattedrale il 13 giugno che ha celebrato la sua prima messa il 14 giugno proprio a Civello, dove in questo periodo aveva lasciato calice e patena, oltre agli oggetti della sua promessa – hanno un grande valore affettivo, io per esempio conservo il calice che mi aveva regalato mia nonna. Un gesto davvero deplorevole – commenta il parroco - abbiamo sporto denuncia ai Carabinieri e consegnato loro le immagini degli oggetti sottratti. Speriamo che li ritrovino e che possano essere restituiti, quello che rappresentano è tantissimo. Fortunatamente la chiesa non è stata profanata, il tabernacolo no è stato toccato, hanno portato via tutto dalla sacrestia».

Erano circa le 4

Per riuscire ad arrivare in sacrestia i ladri hanno sottratto un’ascia e un martello dal piccolo sgabuzzino di un vicino, poi hanno scavalcato la cancellata dell’oratorio, sono riusciti a passare da un altro cancello chiuso, una grata di ferro, oltre l’inferriata hanno poi sfondato una porta di sicurezza in alluminio raggiungendo così l’area in cui si può accedere sotto la cripta, oppure salire in sacrestia. Sono saliti in sacrestia, entrando dalla porta di sicurezza, hanno rubato, ma non contenti hanno proseguito per il corridoio verso la casa di don Enrico, hanno sfasciato la serratura della porta blindata, ma non sono riusciti ad entrare in casa del sacerdote che alle 4 nella notte tra sabato e domenica dormiva.

Il racconto

«Ho sentito delle botte alla porta, io dormo dall’altra parte rispetto all’ingresso, mi sono alzato, ho acceso tutte le luci e poi non ho sentito più nulla – racconta don Enrico – ho guardato dal videocitofono e in piazza non c’era nessuno, ho controllato dalle finestre, niente. Quando la mattina mi sono svegliato ho trovato l’esterno della porta blindata sfondato, tanto che ora non riesco a chiuderla a chiave dall’esterno. Sono esterrefatto, ero in casa, loro avevano un’ascia. Grazie a Dio se ne sono andati. Speriamo restituiscano quel che hanno portato via».

Domenica mattina il sacerdote con due parrocchiani i è recato dai Carabinieri per sporgere denuncia controllando dall’inventario quel che mancava e consegnando alle forze dell’ordine le immagini degli oggetti di arte sacra rubati.

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