Como e Brunate, lotta per il faro

Il caso Il Comune del sindaco Simone Rizzi prepara la revoca della concessione del terreno. Il capoluogo replica accusando i vicini della mancata manutenzione. Verso l’ennesima causa?

Sul Faro di Brunate, che rimarrà chiuso (a meno di accordi e lavori da fare a breve) nell’anno del Bicentenario voltiano e dei suoi cento anni, tra i Comuni di Como (proprietario del monumento, che gli venne donato nel 1927 dall’associazione dei Postelegrafisti nel centenario della morte di Volta) e Brunate (proprietario invece del terreno su cui è collocato il manufatto) volano diffide, memorie e carte bollate.

La notizia

La notizia – clamorosa – emersa ieri è quella che vede un contenzioso embrionale tra le due amministrazioni per contendersi il Faro visitato, prima della chiusura del 2024, da migliaia di persone all’anno. Ma andiamo con ordine. Il Comune di Brunate ha inviato (come si vede dal documento pubblicato all’Albo pretorio il 12 febbraio scorso) a Como una pec con il «provvedimento di chiusura del procedimento amministrativo e revoca della concessione in uso gratuito dell’area in località San Maurizio per il mantenimento del “Faro Voltiano”» che, in pratica, significa che in assenza della stipula della convenzione per la gestione scaduta nel 2020 e richiesta più volte dall’amministrazione brunatese a Palazzo Cernezzi, Brunate fa decadere in automatico anche quella che dava in concessione gratuita ventennale (fino al 2033) il suolo su cui si trova il Faro. Ora sarà il Comune di Como a dover impugnare il provvedimento o, come molti auspicano, a sedersi attorno a un tavolo per cercare di trovare una soluzione.

L’atto firmato dal responsabile dell’area Tecnica del Comune di Brunate riepiloga quanto avvenuto in questi anni chiarendo l’esistenza di un accordo per la concessione del diritto di superficie gratuito per 20 anni (da Brunate al Como) firmato il 10 febbraio 2014 e della convenzione del 3 dicembre dello stesso anno che regolava la gestione del monumento (manutenzione ordinaria e incassi a Brunate), quest’ultima scaduta il 2 febbraio del 2020 e da allora non rinnovata. E proprio da questo mancato rinnovo discendono le questioni che arrivano allo scontro di oggi e alla chiusura del Faro. Nella pec viene scritto che il 19 novembre 2025 il Comune di Brunate ha formalmente chiesto al Comune di Como di sottoscrivere la nuova convenzione per la gestione, (il sindaco Simone Rizzi aveva parlato di ripetute richieste precedenti rimaste inevase e anche nel documento del dirigente si fa riferimento al fatto che «nonostante i solleciti e il sopralluogo effettuato del 20 marzo 2025, il Comune di Como non ha provveduto alla sottoscrizione della nuova convenzione né ha fornito riscontro in merito»).

Il 23 dicembre scorso è partita una seconda comunicazione con «l’avvio del procedimento di revoca/decadenza della concessione in uso gratuito dell’area in località San Maurizio per il mantenimento del “Faro Voltiano”». Questo perché il Comune di Brunate sostiene che ci sia «una connessione funzionale inscindibile tra la concessione del suolo e l’atto di gestione, la cui mancanza determina l’inefficacia del rapporto concessorio».

Contestazioni

Da Palazzo Cernezzi, da quanto emerge, è stata inviata una memoria il 21 gennaio nella quale vengono contestate la procedura seguita da Brunate e l’interpretazione sulla decadenza della concessione in assenza del rinnovo della gestione, ma si legge anche che Como «elenca i lavori necessari al Faro, ritenendo che la mancata manutenzione ordinaria a carico del Comune di Brunate, sia causa delle attuali condizioni del monumento, in gestione 2015» e ancora «reitera richiesta di consegna del monumento» e respinge al mittente l’accusa di inadempimento. Si arriva così all’ultimo (?) atto e cioè alla chiusura del procedimento da parte di Brunate (che ovviamente ha ribattuto a Como dicendo di essersi occupato della manutenzione ordinaria come previsto e tirando dritto sull’interpretazione delle norme) che senza la nuova convenzione dichiara «senza ulteriori atti la decadenza e revoca della concessione del suolo pubblico in uso gratuito dell’area sita in località San Maurizio per il mantenimento del “Faro Voltiano”, con conseguente cessazione degli effetti della Convenzione del 10 febbraio 2014». E ora? Due strade in vista: una lunga battaglia legale o quella del dialogo.

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