Costi post alluvione per i Comuni. «Da soli noi non ce la facciamo»

Blevio e Cernobbio. I sindaci sollevano il problema della manutenzione delle opere realizzate per la sicurezza dei paesi. Trabucchi: «Non si può ricorrere sempre alla somma urgenza». Monti: «Serve la gestione associata»

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Blevio e Cernobbio

«Il problema c’è ed è serio», conferma il sindaco di Blevio Alberto Trabucchi, forte dell’esperienza di 11 alluvioni in soli cinque anni. Già perché i vari interventi eseguiti all’interno dei Comuni colpiti da eventi meteo violenti hanno scoperchiato il vaso di Pandora delle manutenzioni. Il concetto di fondo è che «le manutenzioni delle opere realizzate costa e non sempre si può ricorrere alla somma urgenza, che peraltro ogni qualvolta viene utilizzata crea debiti fuori bilancio».

Cosa fare

Che fare dunque? «Di sicuro da soli non ce la possiamo fare. Per questo mi sono già confrontato con la Regione e la stessa cosa farò a stretto giro. Il concetto di fondo è che con le somme urgenze tutti i soldi vanno a copertura dei vari interventi in attesa che vengano riconosciuti. Di fatto dunque un Comune si ritrova in forte difficoltà. Poi vengono avanti le manutenzioni, che hanno un costo elevato, senza le quali però le opere realizzate - mi riferisco alla briglia di contenimento di turno da sghiaiare - non garantiscono la stessa efficacia. Si tratta peraltro di costi molto elevati. Una soluzione potrebbe essere quella di far diventare Regione Lombardia ente pagatore non più il Comune. Perché non si può pensare di avere unicamente la somma urgenza quale ancora di salvezza. E’ un tema importante a fronte del quale va trovata una soluzione. Lo ripeto da tempo. Gli eventi meteo di una certa importanza - con cui dobbiamo convivere - non aspettano che la burocrazia decida come un Comune tramite questo o quel cavillo possa intervenire”.

Una proposta

Una soluzione l’ha già individuata il sindaco di Cernobbio - nonché vicepresidente della Comunità montana Lario-Intelvese - Matteo Monti. Un Comune - Cernobbio - anch’esso duramente colpito dall’alluvione del luglio 2021. «Più interventi si fanno sul tema del dissesto più aumentano le necessità legate alle manutenzioni. Come si può sopperire? L’idea, che ho già formalizzato durante l’assemblea della Comunità montana, è quella di costituire una gestione associata del reticolo, con la Comunità montana capofila. Costituendo una gestione associata, i canoni delle concessioni demaniali legati al reticolo verrebbero destinarti alle manutenzioni, uscendo così dalla logica dell’intervento di ripristino legato unicamente alla somma urgenza. La gestione associata garantisce una presenza tangibile sia sulla manutenzione ordinaria che sulla progettazione. Regione Lombardia peraltro riconosce contributi aggiuntivi per quanto riguarda l’ordinarietà delle gestioni associate».

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