Crans-Montana, Lorenzo è cosciente: «Ma presto sarà nuovamente operato»

Cantù . L’assessore regionale Bertolaso ha fatto il punto sulle condizioni dei giovani feriti Più rassicurante il quadro del quindicenne canturino ricoverato al Policlinico di Milano

Cantù

A fornire un aggiornamento sulle condizioni di salute di Lorenzo, il 15enne di Cantù sopravvissuto, nella notte di Capodanno, all’incendio all’interno del Le Constellation di Crans -Montana in Svizzera - una strage da 40 morti e 121 feriti - è stato l’assessore regionale al welfare Guido Bertolaso.

«Un giovane è ricoverato al Policlinico di Milano, centro di eccellenza per le gravissime insufficienze respiratorie: la circolazione extra corporea, Ecmo, è stata sospesa - ha riferito l’assessore regionale - È cosciente e sarà sottoposto a ulteriori interventi chirurgici, in una perfetta sinergia tra Policlinico e Niguarda, che dimostra il grande gioco di squadra della sanità lombarda». Bertolaso, ieri, nel corso di un punto stampa, ha fornito un quadro aggiornato delle condizioni cliniche dei ragazzi ancora ricoverati negli ospedali della Lombardia. Mentre per altri pazienti le situazioni sono stabili ma complesse, due dei giovani feriti nell’incendio sono stati dimessi ieri mattina dal Niguarda di Milano. E sembra anche una prima buona notizia quella data per Lorenzo: dalla parole dell’assessore, il quadro clinico sembrerebbe in miglioramento, al di là delle future, necessarie operazioni.

L’adolescente canturino era stato soccorso, dapprima, all’ospedale di Ginevra. Già il 2 gennaio era stato poi trasportato in elicosoccorso al Niguarda, centro di riferimento per gli ustionati. Quindi, una dozzina di giorni dopo, trasferimento al Policlinico, al fine di ricevere cure più specifiche per superare una insufficienza respiratoria: un problema clinico ben più pressante rispetto alle ustioni riportate.

Per Lorenzo, i medici avevano indicato la necessità di terapie e trattamenti più mirati. Il paziente, che non è tra quelli con una maggior superficie corporea ustionata, aveva una grave insufficienza respiratoria che purtroppo si era innestata su una patologia precedente. Da qui la necessità di sottoporlo a procedure specifiche per questo tipo di problematica.

Il Policlinico di Milano, come aveva ricordato l’assessore, riveste per la Lombardia il ruolo di coordinatore nella gestione della sindrome da insufficienza respiratoria acuta e grave e possiede un’elevata esperienza clinica nell’Extra Corporeal Membrane Oxygenation: il sangue viene prelevato dal corpo, ossigenato artificialmente e poi reimmesso, permettendo ai polmoni danneggiati di riposarsi e guarire, mentre l’Ecmo supporta la funzione respiratoria. Un supporto che ora non sembra più necessario.

Lorenzo, è stato detto, era amico della coetanea Sofia Prosperi, la più giovane italiana purtroppo morta nella strage - la ragazza, nazionalità anche svizzera, viveva in Ticino - per la comune frequentazione all’International School di Fino Mornasco.

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