E anche il Faro Voltiano finisce davanti al Tar: ennesimo ricorso

Il Comune di Como ha deciso di impugnare l’atto con cui l’amministrazione brunatese ha decretato la decadenza della concessione (che scadrebbe nel 2033) a titolo gratuito del terreno sui cui insiste il monumento

Como

Il Faro di Brunate chiuso e conteso finirà al Tar poiché il sindaco di Como Alessandro Rapinese ha deciso di impugnare l’atto con cui l’amministrazione brunatese ha decretato la decadenza della concessione (che scadrebbe nel 2033) a titolo gratuito del terreno sui cui insiste il monumento in quanto - sostiene - sia legata a quella per la gestione scaduta nel 2020 e non rinnovata nonostante le richieste, dal 2023, del primo cittadino Simone Rizzi.

Inoltre Rapinese diserterà la convocazione in Regione, dove è stato invitato per il primo aprile in Commissione cultura con il sindaco di Brunate, il vicepresidente della Fondazione Volta Davide Gobetti e Vicenzo Lespri, presidente del Comitato nazionale per le celebrazioni del Bicentenario della morte di Volta.

Il sindaco di Como è intervenuto due volte, in tv e in radio, sulla questione sollevata nei giorni scorsi da “La Provincia”. «È un po’ strano – ha detto su Etv - che il sindaco Rizzi dica di volere collaborazione quando l’unica cosa che ha fatto è farci decadere da una concessione. Racconta un sacco di favole, la prima è che è aggredito da Rapinese, quando noi non abbiamo fatto nessun atto. È lui che ha inoltrato al Comune di Como la decadenza del nostro monumento sul suo terreno, poi non so esattamente dove voglia andare una volta che siamo decaduti, se me lo devo portare a casa o se pensa di usucapirlo....». E ancora: «Dice che vuole la pace e mi manda, a ciel sereno un missile terra aria, la decadenza. Di conseguenza cosa devo fare? Io non sto andando al Tar perché ho voglia di aggredire Brunate, se non vado al Tar decado dalla concessione, peraltro non capisco a che titolo visto che scade nel 2033. Vorrei dire al signor Rizzi che i brunatesi perfettini che mandano la decadenza a me, non hanno mai rendicontato gli incassi».

Rapinese ha poi contestato a Brunate di non aver fatto le manutenzioni ordinarie e poi ha affondato contro il sindaco del paese: «A un certo punto gli dico: scusami ma tu vuoi firmare una convenzione con me quando non hai rispettato quello che dovevi fare? E si arrabbia e mi manda una decadenza inventata dove se non mi difendo decado davvero. Quindi, qui le vittime non si sa chi siano. Poi però lo stesso mi dice: dai, parliamo. Cioè mi mandi la decadenza terra-aria in Pec e poi mi vuoi parlare con tutto il tuo comitato di amiconi... Va bene, Rizzi, vai coi tuoi amici a Milano (in Regione, ndr)) ma stacci da solo».

A quel punto il sindaco ha attaccato ancora (come già fatto nei giorni scorsi) la Regione: «Cosa vuole? Che mettano i parapetti invece che perdere tempo».

Stessa linea usata ieri mattina su Ciaocomo radio: «Mi hanno preso per un’impresa di pulizie o Deliveroo che chiamano? Che vuole Regione Lombardia da me? Non hanno nessun titolo per convocarmi». E nel merito di un possibile accordo con Brunate ha chiuso la porta dicendo che, ormai, della vicenda se ne occuperanno i giudici.

Il risultato, almeno per ora? Nell’anno del Bicentenario voltiano e del centenario del Faro il monumento rimarrà inaccessibile.

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