Edificio sotto sequestro dopo l’incendio: si indaga sulle cause

Montano Lucino Il rogo nel pomeriggio del 19 giugno. Non si esclude il dolo. Verifiche dall’alto anche con i droni. Rientrato l’allarme per le esalazioni

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Montano Lucino

È stato posto sotto sequestro il grande negozio di vestiti e accessori di Montano Lucino, il Max Factory, colpito nella giornata di venerdì da un devastante incendio che ne ha completamente distrutto la copertura e danneggiato anche il punto vendita sottostante.

La comunicazione della notizia è stata girata anche alla Procura di Como, finendo sul tavolo del pm Simone Pizzotti.

Le indagini conteranno anche sull’arrivo sul posto nel Nucleo investigativo antincendio del vigili del fuoco, che dovrebbe effettuare il proprio ingresso nel negozio la prossima settimana per poi avviare le operazioni di ricostruzione dell’incendio.

Nulla per il momento viene escluso, nemmeno l’ipotesi del dolo; anche perché la base di partenza – non semplice visto lo scenario compromesso – sarà quella di individuare il punto di innesco del rogo: se sopra il tetto, come è apparso inizialmente, oppure no. E questo sarà il primo passaggio fondamentale.

Stando alle prime informazioni raccolte ieri sul posto dai vigili del fuoco e dai carabinieri di Lurate Caccivio, con il supporto anche di una volante della polizia, i dipendenti avrebbero riferito di aver visto fiamme e fumo dall’esterno del negozio, arrivare dal tetto, quindi lasciando pensare ad un possibile problema ad un pannello solare oppure all’aria condizionata del negozio.

Scintilla che dunque potrebbe essere partita dal tetto per poi diffondersi al resto della copertura.

I controlli

Di certo non c’era alcun lavoro in corso sulla copertura. I vigili del fuoco tuttavia vogliono escludere che possano esserci altre cause di innesco, magari partite dall’interno del negozio per poi propagarsi immediatamente alla copertura, quadro che ovviamente cambierebbe gli scenari.

Per questo motivo insomma l’intero stabile è stato posto sotto sequestro, a disposizione delle attività di indagine che sono comunque già partite, visto che il grande negozio è stato controllato anche dall’alto con l’utilizzo di droni per meglio fotografare la situazione.

Impressionante il lavoro svolto dai vigili del fuoco per venire a capo del rogo. In trenta uomini, in arrivo da Como ma anche dalle province vicine, hanno operato dalle 13.30 – ora dell’allarme – fino alle 22.45 di venerdì sera, quando ormai la situazione era stata ritenuta sotto controllo. Ma un presidio dei vigili del fuoco è rimasto sul posto per tutta la notte e anche per la giornata di ieri.

Inutile dire ovviamente che il negozio non è agibile, mentre le attività vicine non hanno avuto problemi se non quelli legati ad una evacuazione nelle prime fasi dell’incendio per evitare problematiche anche respiratorie.

Per fortuna invece le autorità, fin dalla serata di venerdì, hanno comunicato – dopo aver effettuato rilievi e campionamenti sull’aria nei pressi del Max Factory – la non sussistenza di pericoli per la salute delle persone.

Il “grazie” del sindaco

Intanto, sono arrivati nella giornata di ieri anche i ringraziamenti del sindaco Silvio Aiello: «La situazione è tranquilla, i danni all’edificio sono molti ma fortunatamente il grande respiro di sollievo di ieri è stato per la certezza che non fossero coinvolte persone».

«Oltre alla stima per le tante figure, operative e istituzionali, che si sono adoperate nella gestione e nell’intervento – ha proseguito il sindaco – il piccolo gesto di donare panini per rifocillare chi da ore era sul campo merita il plauso oltre che e il sincero ringraziamento. Grazie Emanuele Toso (Mtd Market)».

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