Faro, appello di Carcano al buonsenso: «Si trovi l’accordo per il bene della città»
Il caso L’ex imprenditore e già consigliere, aveva contribuito con il Rotary all’illuminazione.«Quello che sta avvenendo non ha alcun senso. C’è il tempo per intervenire in vista del 2027»
Brunate
Per quattro anni si è speso per ridare - letteralmente – luce al Faro voltiano di Brunate dotandolo di un sistema di illuminazione (con il tricolore) rotante all’avanguardia e oggi scuote la testa nel vedere il monumento che sovrasta la città spento e con la prospettiva che rimanga clamorosamente inaccessibile nell’anno del centenario e del Bicentenario voltiano.
Giorgio Carcano, imprenditore, già presidente dell’Unione industriali, con un passato in Comune (si candidò sindaco per Area 2010 e al suo posto da consigliere di opposizione, quando si dimise, subentrò Alessandro Rapinese da primo dei non eletti della lista civica) e già presidente del Rotary Como. Proprio da rotariano con il club di servizio aveva portato a termine la “missione faro” conclusa nel 2016. Oggi Carcano auspica che si trovi un accordo perché, commenta, è paradossale festeggiare Volta con uno dei suoi simboli sbarrati.
«Se fossimo in un mondo di buonsenso – commenta Carcano - in mezza giornata questa faccenda si metterebbe a posto». Poi entra nel merito: «C’è un problema nell’impianto di illuminazione del Faro che è spento da 5-6 settimane. Personalmente ho contattato entrambi i Comuni, il sindaco di Brunate ha dato una disponibilità, non quello di Como. Nei prossimi giorni voglio però provare a contattare direttamente Rapinese per capire se si possa trovare una soluzione, perché quello che sta avvenendo non ha alcun senso e c’è ancora il tempo per intervenire in vista del 2027». L’imprenditore comasco parla di «amarezza» e dice: «Noi come Rotary abbiamo speso quattro anni e contribuito economicamente per rifare l’illuminazione che finora ha sempre funzionato ed eravamo anche riusciti, affinché si potesse realizzare l’intervento, a far fare le due convenzioni ai Comuni. Adesso però se non c’è il rinnovo della concessione per la gestione (scaduta nel 2020, ma su cui discutono senza trovare accordo Como e Brunate dal 2023, ndr) non possiamo fare nulla». Eppure la mano del club di servizio è tesa: «Noi siamo disponibili per riattivare le luci e sul resto se c’è un progetto i soldi si possono trovare in città. Non mi sembra che siamo di fronte a un monumento che sta crollando e, quindi, si potrebbe fare qualcosa di meno oneroso sulla struttura, ma va riaperta». Tra i due Comuni il Faro è ormai oggetto di un contenzioso legale tra Como che non vuole rinnovare l’accordo che lasciava a Brunate la gestione del bene e, di tutta risposta, Brunate toglie a Como la concessione gratuita del terreno su cui è collocato il Faro donato alla città nel 1927 dai Postelegrafonici. Sulla situazione finita a carte bollate Carcano è molto chiaro: «Ci sono già tanti esempi di contenziosi legali e credo che con il buonsenso due amministrazioni dovrebbero trovare accordi per il bene comune. Noi siamo pronti a dare una mano, è un tema che ci sta a cuore perché fa parte della nostra storia, ma bisogna capire a chi dobbiamo rivolgerci. Vorremmo poter aiutare per il bene di Volta e della città di Como».
A settembre il Faro compirà (chiuso) 99 anni e a meno di svolte (il 1 aprile è convocata un’audizione in commissione Cultura della Regione con i due sindaci, Fondazione Volta e il Comitato nazionale per il Bicentenario) rischia di festeggiare chiuso pure il secolo di vita.
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