Faro Voltiano chiuso: il caso arriva in consiglio comunale

Brunate e Como litigano da tre anni. Fratelli d’Italia ha predisposto una mozione per impegnare il sindaco ad un dialogo urgente

Como

Il caso del Faro voltiano chiuso da due anni ormai e, almeno per il momento, senza alcuna possibilità di riapertura per il 2027, anno del centenario dall’inaugurazione e del Bicentenario della morte di Alessandro Volta, oltre che al Pirellone (già chiesta l’audizione di tutte le parti dai consiglieri regionali Anna Dotti, Sergio Gaddi e Angelo Orsenigo) arriverà in consiglio comunale.

La situazione è paradossale e il dato di fatto, al di là di torti o ragioni, è che i due Comuni di Como e Brunate e i rispettivi sindaci Alessandro Rapinese e Simone Rizzi non sono riusciti a trovare un accordo sulla convenzione per la gestione scaduta nel 2020 e del cui rinnovo le due amministrazioni attuali discutono dal 2023.

Dalla primavera del 2024 il monumento di proprietà del Comune di Como, ma su suolo di quello di Brunate, è inaccessibile e non si sa per quanto lo sarà ancora. Nessun privato ha risposto nel 2024 alla richiesta di “adottarlo” per una manutenzione straordinaria stimata in circa 400mila euro da Palazzo Cernezzi e l’intervento non è stato inserito tra quelli finanziati direttamente dal Comune con il risultato che è chiuso.

Non solo. Le due amministrazioni sono arrivate ora a “contendersi” il Faro con Brunate che, non ricevendo riscontri sul rinnovo dell’accordo di gestione (come riportato nel documento pubblicato all’Albo pretorio), ha deciso di revocare quello sulla concessione gratuita del terreno a Como. Una situazione che, a meno di una via d’uscita attraverso la strada del dialogo tra i due enti, potrebbe finire in tribunale.

Di certo finirà in consiglio comunale poiché Fratelli d’Italia ha predisposto una mozione che sottoporrà all’aula nella quale impegna sindaco e giunta «ad interloquire con urgenza con il Comune di Brunate, al fine di individuare un accordo istituzionale che consenta di avviare rapidamente gli interventi necessari sul Faro voltiano, evitando il rischio di contenziosi e superando eventuali ostacoli amministrativi» e ancora «ad avviare gli interventi necessari per il restauro, la messa in sicurezza e la riapertura del Faro voltiano, individuando le risorse necessarie nel bilancio comunale» e infine a presentare «un cronoprogramma preciso per la riapertura e per la sua piena fruizione».

Il presidente provinciale di FdI Stefano Molinari e il coordinatore cittadino Alessandro Nardone intervengono dicendo che «il bicentenario della morte di Alessandro Volta è un appuntamento con la storia per Como e non possiamo arrivarci con il Faro voltiano chiuso. Parliamo di uno dei simboli più riconoscibili del nostro territorio e di uno dei luoghi più legati alla memoria dello scienziato comasco. Per una volta il sindaco metta da parte l’ego e si impegni ad aprire un dialogo serio con il Comune di Brunate per risolvere questa situazione e restituire il Faro alla città in vista delle celebrazioni del 2027».

Nel testo della mozione viene evidenziato come il Faro costituisca «da sempre uno dei principali punti di attrazione con circa 34mila visitatori annui, dato che dimostra il forte interesse del pubblico verso i luoghi voltiani» e che «appare incomprensibile che, a fronte di avanzi di bilancio comunale rilevanti, nell’ordine di decine di milioni di euro, non si riescano a individuare le risorse necessarie per interventi relativamente modesti su monumenti simbolo della città».

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