Faro Voltiano chiuso, il voto alla Camera: «Commissariamento se i due Comuni non si accordano»
Votato un ordine del giorno presentato dal deputato comasco Paolo Emilio Russo: ora il dossier sarà anche sul tavolo del governo
Como
Il Faro Voltiano, attualmente chiuso e con il rischio – reale – che lo rimanga anche nell’anno del suo centenario nonché del Bicentenario della morte di Volta, è arrivato fino alla Camera dei deputati e sul tavolo del Governo. A portarlo a Roma è il parlamentare comasco di Forza Italia Paolo Emilio Russo nell’ambito della conversione in legge del «decreto-legge recante disposizioni urgenti in materia di commissari straordinari e concessioni» all’interno del quale ha presentato un ordine del giorno (approvato) proprio sul monumento inaugurato l’8 settembre del 1927 e donato alla città di Como dai Postelegrafonici cento anni dopo la morte dello scienziato universalmente noto. E in estrema sintesi impegna il Governo a intervenire (anche con commissario) qualora le amministrazioni locali non riescano a riaprire il Faro entro il prossimo anno.
Si tratta di un modo per “far pressione” positiva sui Comuni affinché si trovi una via d’uscita.
«Il Faro Voltiano, torre monumentale costruita nel 1927 a Brunate in provincia di Como, in occasione del primo centenario della morte di Alessandro Volta – si legge nella norma approvata - è chiuso al pubblico dalla primavera del 2024 per la necessità di apportare lavori di manutenzione». E ancora: «A causa di una contesa amministrativa tra il comune di Como e quello di Brunate, vi è il concreto rischio che l’opera, divenuta negli anni uno simboli turistici della zona del lago di Como, non sia agibile per le celebrazioni dei duecento anni della morte di Alessandro Volta previste nel 2027». Viene anche citata, per sottolineare l’importanza delle celebrazioni, la costituzione del comitato nazionale con relativo finanziamento governativo (fra l’altro il presidente Vicenzo Vespri nelle scorse settimane, prima dell’ordinanza del Tar che – fino all’udienza di merito – ha stabilito che la gestione del monumento è in capo Como, aveva lanciato un appello ai due Comuni affinché trovassero un accordo).
Nell’ordine del giorno di Russo, approvato dai colleghi, si impegna il Governo «a valutare l’opportunità, di individuare, nel rispetto dei vincoli di finanza pubblica, gli strumenti che riterrà utili a favorire la riapertura al pubblico del Faro voltiano per l’anno 2027, anche valutando il ricorso ad un commissariamento nel caso in cui fosse accertata la non esperibilità di altre soluzioni in grado di consentire la riapertura al pubblico in tempo utile per le celebrazioni voltiane». In pratica un’estrema carta da giocare nel caso non si facessero significativi passi in avanti nei prossimi mesi. Palazzo Cernezzi è finora intervenuto riattivando l’illuminazione con la grande lampada tricolore dopo mesi con il simbolo del faro, cioè la luce, fuori uso. Il parlamentare forzista chiede che si faccia presto per riaprire il Faro (si è parlato di una manutenzione straordinaria da almeno 400mila euro, ma al momento non ci sono progetti).
«Abbiamo ottenuto un impegno formale dal Governo – spiega - poiché il Faro di Brunate non è un problema condominiale, ma un bene di rilevanza nazionale. Le amministrazioni dispongono degli strumenti tecnici e giuridici necessari, delle risorse, e hanno dunque il dovere di superare i conflitti e restituire il monumento al pubblico entro l’anno prossimo. La possibilità di un commissariamento è sul tavolo: non è una minaccia, ma una garanzia che il traguardo del 2027 non verrà mancato per colpa della burocrazia. È tempo che chi ha gli strumenti li usi, e in fretta».
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