Faro voltiano chiuso, ora si muove la Regione: «Scandaloso»

L’assessore Fermi: «Sentirò i sindaci di Como e Brunate». Orsenigo porterà la questione in consiglio regionale

Como

Il caso del Faro voltiano chiuso nell’anno del Bicentenario voltiano e nel centesimo anniversario della sua costruzione fa muovere Regione Lombardia. «Mi pare paradossale che si facciano le celebrazioni con l’opera realizzata nel Centenario chiusa» interviene l’assessore regionale comasco a Università e Ricerca Alessandro Fermi che giovedì era al Tempio Voltiano per l’omaggio allo scienziato nel giorno della morte. «È evidente che si debba aprire un dialogo costruttivo e per questo – aggiunge l’assessore - proverò a sentire i due sindaci, di Como e di Brunate, per vedere di trovare una soluzione e uscire da questa situazione di stallo con l’obiettivo di rendere fruibile nuovamente uno dei principali monumenti voltiani del territorio».

Per il Faro in vista del doppio festeggiamento del prossimo anno non è (al momento) prevista alcuna apertura e vale la pena ricordare che il monumento (donato dall’associazione dei Postelegrafonici nel 1927) è costruito sul suolo del Comune di Brunate, ma è di proprietà del Comune di Como.

Proprio il sindaco di Brunate Simone Rizzi aveva spiegato nelle scorse ore che è in essere una convenzione con Como per il comodato del terreno, ma che quella per la gestione è scaduta nel 2020 e non rinnovata: «Da giugno 2023 abbiamo iniziato a contattare il Comune di Como per evitare di arrivare con il Faro chiuso nel 2027, come sta avvenendo, ma non abbiamo avuto risposte». Palazzo Cernezzi aveva inserito il Faro tra i monumenti “adottabili” dai privati con un investimento stimato in circa 400mila euro, ma non erano arrivate proposte.

Giunta e consiglio

Ora la vicenda arriva in Regione. Non solo in giunta, ma anche in consiglio. Angelo Orsenigo (Pd): «Mi sembra incredibile – tuona - che non si riesca a festeggiare gli anniversari riferiti al nostro più importante concittadino con tutti i monumenti a lui dedicati completamente fruibili. Penso che non succeda in nessuna altra città italiana. Ma noi abbiamo un sindaco particolare, che non ha considerazione neanche per Alessandro Volta, conosciuto in tutto il mondo. Se non intervengono i privati, il Comune condotto da Rapinese non è in grado di mettere mano a un restyling della statua, né tanto meno, a una minima revisione del Faro. E alle richieste del Comune di Brunate di rinnovare la convenzione nemmeno risponde. Non se ne capisce il motivo». E ancora: «D’altra parte, da un sindaco che chiude le scuole, taglia gli alberi, va contro le associazioni del terzo settore, non potevamo che aspettarci un totale disinteresse per la scienza, la cultura, l’arte, l’architettura e l’attenzione per il comasco che ha inventato la pila e dato il nome all’unità di misura della tensione elettrica. Per lui sarà ben poca cosa».

Conclude: «È uno scandalo che per motivi burocratici o di mancanza di volontà un monumento così importante rimanga chiuso. Per questo, porterò il caso in Regione, visto che Volta non è solo di Como, ma è anche stato un illustre cittadino lombardo».

“Rapinese style”

Prima di attaccare Rapinese, il collega di Forza Italia Sergio Gaddi fa presente che «vista la rilevanza del tema interesserò la Regione e il comitato nazionale». Poi prosegue: «“Rapinese style”, per l’illuminazione del Tempio Voltiano si fa fotografare, peraltro in pose discutibili, pur non avendo meriti visto che le luci sono finanziate da un privato. Sullo scandalo del Faro chiuso perché lui non risponde da anni al sindaco di Brunate, invece tace. Velocissimo nel revocare le concessioni, come allo Yacht Club, lentissimo quando devono essere rinnovate per dare un servizio alla città e valore alla cultura. Campione olimpico dell’antica disciplina dello scaricabarile».

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