Faro Voltiano, la proposta di Casati: «I due sindaci chiedano i fondi al Comitato nazionale»

Il professore comasco: «Abbiamo sei milioni di euro. I primi cittadini di Como e Brunate mettano da parte le questioni formali e si concentrino sull’obiettivo di riaprire il Faro entro il prossimo anno»

Como

Con un editoriale pubblicato oggi sul nostro quotidiano e sul nostro sito web, il professor Giulio Casati è intervenuto sul tema delle celebrazioni voltiane previste il prossimo anno per ricordare il bicentenario della morte di Alessandro Volta. Casati ricorda come cento anni fa, nel 1927, le celebrazioni lasciarono anche un’eredità concreta e duratura: «Il Comune di Como acquistò Villa Olmo, (con il contributo anche di privati cittadini); venne costruito lo stadio; Francesco Somaini fece edificare e donò alla città il Tempio Voltiano; fu costruito il Faro di Brunate. Un insieme di interventi che ancora oggi definiscono il volto della città».

Anche per questo motivo, secondo Casati, non va sprecata l’occasione del bicentenario. Il professore evidenzia anche come, su iniziativa del sottosegretario Alessio Butti, sia stato costituito un Comitato nazionale con risorse significative (circa 6 milioni di euro): «Si apre così una straordinaria opportunità: realizzare interventi importanti per Como e rafforzare nel mondo l’immagine di Volta. Naturalmente, ciò richiede un’azione coordinata tra gli attori locali e il Comitato Nazionale» di cui lo stesso Casati fa parte.

Nasce da questa considerazione anche una proposta concreta per la riapertura del Faro voltiano oggi chiuso: «Il Faro di Brunate - scrive Casati -, divenuto nel tempo uno dei simboli della città, è al centro di alcune polemiche. Esse riguardano, da un lato, questioni formali tra i Comuni di Como e Brunate e, dall’altro, il costo degli interventi necessari per il restauro e la messa in sicurezza, stimati in circa 400 mila euro. Con il massimo rispetto, mi permetto di avanzare una proposta ai due sindaci: accantonare temporaneamente le questioni formali e concentrarsi sull’obiettivo concreto di rendere il Faro agibile entro il prossimo anno. Non conosco le difficoltà che ci possono essere nel reperire i fondi necessari. Nel caso, i due sindaci potrebbero fare richiesta di un sostegno anche al comitato nazionale. Quello che credo è che, se c’è la volontà, la soluzione può essere trovata e questo è ciò che i cittadini si aspettano».

© RIPRODUZIONE RISERVATA