Festeggeremo Volta. Ma il suo Faro resterà chiuso

Il caso Il sindaco di Brunate Rizzi: «La convenzione per la gestione è scaduta da anni. Como? Non risponde»

Il 2027 sarà l’anno dei duecento anni dalla morte di Alessandro Volta e il centesimo compleanno del Faro voltiano che però, paradossalmente, rimarrà chiuso proprio nel periodo del doppio festeggiamento. Le sue porte non sono mai più state riaperte dalla Pasqua del 2024, a causa di una serie di problemi sia di gestione, ma anche di sicurezza oltre che di reperimento delle risorse necessarie per i lavori, pari a circa 400mila euro.

Solo pochi giorni fa, il 5 marzo, al Tempio Voltiano sono state annunciate le prime iniziative verso il Bicentenario, ma se il museo dedicato allo scienziato è stato illuminato (grazie a una sponsorizzazione privata) e sono previsti interventi di revisione interna degli spazi in termini di fruibilità ai visitatori, per il Faro non è - al momento - previsto nulla.

Il monumento

Il monumento è costruito sul suolo del Comune di Brunate a 909 metri di altitudine, ma è di proprietà del Comune di Como, a cui venne donato dall’associazione dei Postelegrafonici nell’anniversario dei cento anni della morte di Volta.

Alto 29 metri, venne progettato dall’ingegner Gabriele Giussani ed è visibile con le sue luci (ora tristemente spente) fino a quaranta chilometri di distanza. All’esterno l’intonaco presenta dei distacchi, ma la struttura – che veniva visitata anche da 30mila persone l’anno quando era aperta – conserva la sua maestosità. All’interno una scala a chiocciola di 143 gradini consente di raggiungere le due balconate circolari, la prima al di sopra del portone di accesso (con la scritta “A. Volta”) e la seconda davanti alla lanterna da cui si ha un panorama mozzafiato su Como, primo bacino e catena delle Alpi.

«Nessuna risposta»

Da Palazzo Cernezzi a più riprese avevano dichiarato che il Faro sarebbe tornato ad essere fruibile per il 2027, ma qualsiasi ipotesi di intervento di restauro sembra essere uscita dai radar e il monumento, presente sul sito della manifestazione (alessandrovolta.it) sarà di fatto inaccessibile. A confermare la questione è il sindaco di Brunate Simone Rizzi, che chiarisce come la convenzione per la gestione sia ormai scaduta da anni e che ancora non sia riuscito a trovare un accordo il suo collega di Como Alessandro Rapinese. «Da giugno 2023 – precisa Rizzi – cioè un mese dopo la mia elezione, abbiamo iniziato a contattare il Comune di Como per evitare di arrivare con il Faro chiuso nel 2027, come sta avvenendo, ma non abbiamo avuto risposte. Ci sono delle convenzioni scadute sulla gestione per le quali non abbiamo avuto risposta. Una è del 2014, di durata ventennale (quindi scadrà alla fine del 2033, ndr), con la quale il Comune di Brunate concede il terreno gratuitamente al Comune di Como e, in cambio, quest’ultimo concede la gestione del bene a Brunate. Questa seconda convenzione è scaduta da anni, avevamo mandato anche una bozza a Como nel solco della precedente, ma non ci viene dato riscontro».

Fra l’altro il primo cittadino brunatese spiega che «ci sono molte richieste da parte dei turisti, ma noi non possiamo fare nulla non essendoci più nemmeno la convenzione in essere».

L’assessore alla Cultura di Palazzo Cernezzi Enrico Colombo nel novembre del 2024, quindi oltre un anno fa, aveva chiarito che il Faro dal punto di vista della manutenzione era stato «abbandonato a se stesso per oltre un decennio e l’ultimo intervento risale alla seconda giunta Bruni» e aveva parlato della necessità di una manutenzione straordinaria. Dalle facciate esterne ai parapetti troppo bassi fino alla necessità di verifiche della tenuta statica oltre che delle condizioni di sicurezza sulla scala. Già in passato, per ovvie motivazioni di spazio all’interno, potevano entrare pochissime persone per volta finché non si è arrivati alla chiusura. Palazzo Cernezzi aveva inserito la sistemazione del Faro tra i monumenti “adottabili” dai privati attraverso sponsorizzazioni ed era stato stimato il costo in 400mila euro, non necessariamente da finanziare per intero, ma non erano arrivate proposte. E, da quanto emerge, non sono previsti interventi del Comune. Con buona pace del doppio compleanno.

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