Fino, il bus passa ma è pieno
e non si ferma. Un papà: «Adesso basta»

Il genitore di una studentessa di 16 anni ha interpellato l’Asf dopo l’ennesimo episodio in cui la figlia è rimasta a piedi. Ora l’azienda sta prendendo in seria considerazione l’introduzione in tempi rapidi di un autobus più capiente

Fino Mornasco

Il bus passa, ma è troppo pieno e non si ferma. Studenti restano a piedi. Un papà dice basta e dopo cinque mesi di disagi interpella Asf Autolinee, titolare del servizio. Il risultato? L’azienda sta prendendo in seria considerazione l’introduzione in tempi rapidi di un autobus più capiente. A “smuovere le acque” è stato Gianluca Chiloiro, residente a Andrate di Fino Mornasco, papà di una studentessa di quasi 16 anni.

Gianluca è molto conosciuto nella comunità finese per il suo lavoro, è fotografo con studio in centro in via Brera, e per una spiccata coscienza ambientalista. Dopo che per l’ennesima volta sua figlia non è riuscita a salire su uno dei pullman della linea C185 di Asf diretti a Cantù, ha contattato la società e, a ruota, ha pubblicato un lungo post su Facebook, alla ricerca di genitori nelle stesse condizioni.

«Mia figlia frequenta un istituto superiore di Cantù – spiega Chiloiro –. Al mattino aspetta l’autobus alla fermata di Andrate. Le alternative orarie sono due: 7.29 o la corsa immediatamente successiva delle 7.38». Peccato che almeno cinque volte al mese la ragazza non riesca a prendere né l’una né l’altra corsa. «I mezzi quando arrivano a Andrate sono già pieni – racconta il fotografo – L’autista non fa salire più nessuno e tira dritto». La ragazza non può far altro che impugnare lo smartphone, chiamare il papà e chiedere di essere accompagnata a scuola in macchina.

«Sono un libero professionista, apro il negozio alle 9 del mattino, posso organizzarmi liberamente con gli orari, ma questo non vuol dire che pago un servizio e non posso usufruirne – prosegue Gianluca –. Nel precedente anno scolastico c’erano stati un po’ di disagi, ma limitati, invece dallo scorso settembre mia figlia resta a piedi mediamente cinque anche sei volte al mese». Gianluca ha evidenziato il problema direttamente a Asf Autoservizi con due telefonate. «Nella seconda sono stati molto gentili – dice il fotografo – Ma non mi hanno assicurato nessuna soluzione, perché il problema è solo di una persona». Anche noi abbiamo interpellato la società che però ha annunciato un’imminente svolta positiva. «Dopo una prima indagine con i responsabili d’area, non risultano le situazioni di criticità evidenziate dal genitore – dichiarano da Asf Autolinee -. Monitoreremo la linea e la corsa in oggetto per avere, nei prossimi giorni, un quadro più completo della situazione. In ogni caso prenderemo in considerazione, su questa linea, l’introduzione in tempi rapidi di una vettura più capiente».

Asf ricorda che per la linea C185, nella fascia oraria scolastica, esiste anche una corsa precedente alle 7.29 che passa in via Valle Molini alle 7.01 e arriva a Cantù-Giovanni XXIII Liceo alle 7.11 e raggiunge il capolinea di piazzale Cai alle 7.14.

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