Eventi, fuochi e Frecce Tricolori: «Benefici? No, è un parco giochi»

Cernobbio. Si accende il dibattito sulla movimentata estate in città. Lettera al sindaco: «Verifiche sui disagi». Sui social sfida tra pro e contro

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Cernobbio

Eventi, fuochi d’artificio e persino l’esibizione delle “Frecce Tricolori”. Tutti argomenti di stretta attualità quelli contenuti nella lettera aperta che Liza De Benedetti, cernobbiese, ha inviato al nostro giornale. Lettera dal titolo particolarmente esplicativo - vale a dire “I benefici degli eventi e il limite dei disagi” - in cui al sindaco Matteo Monti ed alla sua Amministrazione vengono posti quattro quesiti, tra cui spicca quello relativo agli effetti «sulla popolazione e l’ambiente di oltre quaranta spettacoli pirotecnici».

«Rumori e inquinamento»

«L’estate si è chiusa simbolicamente con il sorvolo delle “Frecce Tricolori” davanti a migliaia di spettatori, dopo mesi di grandi ricevimenti, aumenti del traffico, limitazioni alla mobilità e soprattutto oltre quaranta spettacoli pirotecnici documentati in pochi mesi, collegati alle principali location private di Cernobbio - si legge -. Tutto questo dopo che Arpa ha certificato l’estate che volge ai titoli di coda come la più calda dal 1951 ad oggi».

Legittimo dunque chiedersi «quante pressioni sia ragionevole concentrare sullo stesso territorio». I fuochi d’artificio peraltro da quest’anno incanalati in un apposito regolamento continuano a rappresentare sul territorio cittadino il principale “casus belli”. «Il diritto di festeggiare è legittimo - fa notare Liza De Benedetti -. È meno evidente il motivo per cui una festa privata debba imporre, decine di volte nella medesima estate, il proprio rumore a un’intera città». Nella missiva al sindaco viene chiesto anche se il monitoraggio acustico da 78 mila euro già in essere possa essere affiancato da «un monitoraggio dell’aria e degli eventuali effetti sull’acqua e sui sedimenti dell’acqua».

Il dibattito sul territorio cittadino e sui social è più che mai aperto. «Studio Ambrosetti, non bastavano le “Frecce Tricolori”, ci voleva anche lo spettacolino pirotecnico. Ma non dovreste essere la creme de la creme», si legge in uno dei commenti più graffianti.

Botta e risposta

Pronta la replica di un altro residente, ovvero “almeno per i fuochi d’artificio dell’Ambrosetti così come per quelli del 4 e 14 luglio (festa americana e francese, ndr.) e così per quelli di Ferragosto e dell’ultimo giorno dell’anno si potrebbero evitare le polemiche”. C’è chi ha fatto notare che ormai Cernobbio è una sorta di “parco giochi per gli eventi di ogni ordine e grado” e chi invece ha rimarcato come “i fuochi d’artificio alla fine durano non più di cinque minuti e in fondo hanno il lago come cornice”.

Simpatica anche l’immagine di uno yacht (postata sul profilo sempre aggiornato “Sei di Cernobbio se...”) di un lussuoso yacht che in un post è stato definito “proprietà dell’azienda (o delle aziende) che sparano i fuochi d’artificio”. Questo per dire quanti siano gli spettacoli pirotecnico organizzati sul territorio cittadino. Detto che le “Frecce Tricolori” sono state interamente pagate da “Teha Group” molti sono stati i cernobbiesi che hanno auspicato un loro ritorno a Cernobbio nel 2027 sempre per il gran finale del “Forum Ambrosetti”.

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