Furti nelle case, monta la polemica: «A che serve il controllo di vicinato?»

Cernobbio In discussione il ruolo delle “sentinelle di quartiere” dopo le recenti intrusioni. Il referente Peduzzi: «Diamo l’allerta, ma non tocca a noi rincorrere i ladri o fare indagini»

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Cernobbio

L’allerta furti a Piazza Santo Stefano - con annesse immagini dei ladri (ben organizzati) in fuga dall’elegante appartamento del centrocampista francese del Como Maxence Caqueret - ha aperto il dibattito, con qualche frizzante nota polemica, sulla reale operatività ed efficacia dei Gruppi di Controllo di vicinato, di cui Cernobbio è stato tra i primi a dotarsi, grazie ad un tam tam tra cittadini con poche analogie in provincia di Como.

«Il controllo di vicinato si è inceppato?». Questo il quesito posto attraverso i social.

Da almeno dieci giorni a questa parte, Piazza Santo Stefano è infatti sotto lo scacco dei ladri, tra furti in abitazione andati a segno ed altri tentati.

A dare una risposta, in un lungo post affidato sempre ai social, è Claudio Peduzzi, referente zonale Basso e Medio Lario (e Val d’Intelvi) dell’Associazione controllo di vicinato. «Dopo la segnalazione (il riferimento è al furto di sabato pomeriggio a casa di Caqueret, ndr) c’è stata immediatamente la telefonata alle forze dell’ordine. Poi è stato postato il video, senza divulgazione di dati sensibili sul gruppo dell’Associazione di controllo del vicinato di Piazza Santo Stefano».

«A stretto giro - continua - la coordinatrice del gruppo di Piazza ha tempestivamente postato l’allarme sul gruppo coordinatori del Basso Lario, di cui fa parte anche la stazione carabinieri di Cernobbio. L’allarme è stato poi “ribattuto” sui gruppi di pertinenza, capoluogo incluso. Così facendo in pochi minuti tutte le famiglie iscritte sono state allertate».

Peduzzi ha anche posto l’accento su un aspetto di fondamentale importanza dentro le dinamiche e l’attività dei gruppi di vicinato; e cioè che «non spetta ai componenti dei gruppi di controllo del vicinato fare indagini, rincorrere i ladri e sostituirsi alle forze dell’ordine». Peraltro, ricorda ricollegandosi ancora al furto in casa Caqueret, i carabinieri sono giunti tempestivamente sul posto».

Spiegazioni che sembrano aver convinto molti, ma non tutti. «Avevamo i ladri fuori casa sabato sera, ma in pochissimi sono riusciti a vedere cosa stesse succedendo», si legge in un commento. E ancora: «I gruppi di controllo del vicinato svolgono sino in fondo il loro compito. I cittadini che hanno segnalato sono stati pronti e bravi. Peccato che i ladri non siano stati bloccati a Cernobbio, dove le vie di fuga sono veramente poche».

I cernobbiesi, soprattutto quelli di Piazza Santo Stefano, chiedono che vengano potenziati i sistemi di videosorveglianza e che, ove necessario, vengano installati nuovi punti luce.

L’invito resta sempre il medesimo: ovvero segnalare senza indugi eventuali presenze sospette alle forze dell’ordine.

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