I sindaci replicano a Bertolaso sull’ampliamento del Sant’Anna: «Pronti al confronto»

Salute L’assessore regionale prudente sul progetto. Rapinese tace, non i colleghi di San Fermo e Montano: «Adeguare l’ospedale? Doveroso, viste le criticità»

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Como

Sull’ampliamento del Sant’Anna l’assessore regionale Guido Bertolaso è stato prudente, bisogna ancora costruire un progetto, la decisione di finanziare l’opera non è ancora definitiva. E però sul vecchio Sant’Anna, a proposito dell’accordo firmato all’epoca rimasto in larga parte disatteso, Bertolaso ha spiegato in aula che «nel breve termine si prevede la riattivazione del collegio di vigilanza». Questo significa che nei prossimi mesi bisognerà ridiscutere il patto siglato nel 2003 dagli enti pubblici del territorio, primo la Regione, quando si è deciso di costruire un nuovo presidio alle porte di San Fermo.

Nelle scorse settimane la richiesta di convocare questo consesso era già partita dall’Asst Lariana, come reso noto dalle colonne di questo giornale dal direttore generale Luca Stucchi. Secondo l’accordo, costruito il nuovo Sant’Anna, Como doveva ottenere un rilancio del compendio di via Napoleona. Vendendo parte della collina, demolendo gli edifici più vecchi e costruendo un mezzo quartiere con finalità non soltanto sanitarie, ma anche sociali e residenziali. Un progetto rimasto in buona sostanza nel cassetto, con la sola Asst Lariana che è riuscita a sistemare alcune palazzine, tra il monoblocco e il recente ospedale di comunità.

Superate le scadenze del Pnrr quindi è prevista la convocazione del collegio di vigilanza, un organo che doveva garantire la corretta esecuzione degli accordi programmati tema opere pubbliche. Un comitato che doveva controllare tempi, obiettivi, per superare ritardi, problemi e che però non si riunisce da tempo immemore e che ha combinato, visto lo stato della collina di via Napoleona, ben poco.

«Il collegio – si legge nei documenti dell’epoca – può intervenire per sbloccare opere e accordi, approvare varianti e modifiche necessarie al progetto originario. La composizione è formata dai rappresentanti di tutti gli enti che hanno firmato l’accordo di programma. Di solito include il presidente della Regione o della Provincia, che spesso dirige i lavori. I sindaci dei Comuni interessati e i rappresentanti degli altri enti pubblici coinvolti nell’investimento». Quindi l’Asst Lariana e l’Ats Insubria.

«Quando arriverà la convocazione - dice il presidente della Provincia Fiorenzo Bongiasca - siamo pronti a fare gli interessi di tutti i pazienti comaschi per concretizzare qul vecchio accordo mai del tutto attuato».

Al tavolo i sindaci di Como, San Fermo e Montano Lucino. Il primo cittadino di quest’ultimo Comune, Silvio Aiello, si dice pronto e intenzionato a portare al tavolo tutti gli argomenti che coinvolgono comunità e pazienti. «Adeguare l’ospedale alla luce delle criticità emerse mi sembra doveroso – questo il commento di Pierluigi Mascetti sindaco di San Fermo - non posso che essere d’accordo e c’è tutta la disponibilità del Comune per quanto di nostra competenza. Disponibilità che c’è sempre stata come dimostra la costruzione del nuovo ospedale». Alessandro Rapinese non ha invece fornito una posizione nonostante le richieste.

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