Il Casinò guarda al futuro con fiducia. Guarini: «Conti in ordine e basta follie»

Campione d’Italia Il nuovo presidente della casa da gioco vuole chiudere il fallimento nel 2026. «Ereditata una situazione difficile, ma i creditori con precedenza sono stati quasi tutti pagati»

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Più attenzione ai bilanci, il Casinò vuole chiudere il fallimento entro il 2026.

Nominato a fine anno il nuovo presidente della casa da gioco, Roberto Maria Guarini, prova a tracciare l’orizzonte di quello che crede possa presto diventare «il più grande Casinò d’Europa».

La prospettive

«Dobbiamo guardare al futuro – commenta il presidente – la situazione ereditata è complessa e io mi sto impegnando in maniera spero obiettiva, non condizionata, arrivando da tutt’altro settore, quello dell’automobile. Ora però i debiti risultano quasi tutti pagati. Il termine del concordato è previsto per fine 2027, ma confido di riuscire a saldare tutte le somme entro l’anno corrente nei confronti dei creditori che hanno la precedenza». Resta poi, come ultimo creditore, il Comune, che era ed è socio unico del Casinò, con l’amministrazione occorrerà quindi stabilire una convenzione, detto che oggi la casa da gioco versa nelle casse pubbliche circa 2,5 milioni l’anno, che diventeranno tre una volta superato il concordato. «Sul Casinò la comunità basa parte della sua prosperità – dice Guarini – è chiaro che la salute del Casinò corrisponde alla salute di tutta Campione ed il mio compito è vigilare, curare questo stato di benessere».

«Senza più eccessi, sono finiti gli anni ottanta. Anche il Comune deve fare la sua parte evitando nuovi rischi. Dobbiamo fare attenzione alle spese, ai bilanci, a proposito di personale non possiamo più permetterci immensi organici. Dobbiamo piuttosto promuovere più servizi e iniziative per attrarre visitatori, è questo il senso del nuovo ristorante gestito dallo chef Claudio Sadler. Il Casinò è una esperienza che fa parte del soggiorno a Campione, destinazione che dobbiamo rafforzare».

Rinnovare, ciclicamente, l’offerta del Casinò, con eventi, tornei, gallerie. Sebbene prima la gigantesca casa da gioco debba fare i conti con la più pratica e onerosa manutenzione ordinaria e straordinaria, la colossale struttura affacciata sul lago ha costi di gestione molto alti, servono diversi interventi di restauro, molti spazi interni restano vuoti, sono da ripensare.

I numeri

Quanto ai numeri sono 119mila gli ingressi contati quest’anno, nello stesso periodo del 2025 il Casinò aveva contato 112mila clenti. «Nel 2025 abbiamo registrato circa 60 milioni di euro – dice – nel 2026 abbiamo chiuso il primo quadrimestre a 25 milioni di euro, contiamo di arrivare a dicembre fatte le dovute prudenti previsioni a 70 milioni di incassi. Una cifra che riesce bene a soddisfare le esigenze del concordato». Per chiudere definitivamente il fallimento esploso nell’estate del 2018, dichiarato all’epoca dal tribunale di Como per 132 milioni di euro, un crack che ha travolto l’intero paese e che ha portato al dissesto l’amministrazione comunale.

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