Incubo alluvione sull’ex Lariana: «Ma il sistema ha retto»
Blevio Il nubifragio dell’altra notte ha fatto temere un altro disastro, con l’ex Lariana invasa da fango e detriti. Nuovo sopralluogo stamattina. Trabucchi: «Il fango è sceso a causa dei cantieri aperti, non per le briglie piene»
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È tornata la paura a Blevio dopo che martedì sera (l’alert del sistema “Hortus” è arrivato alle 22.08) la multi-cella temporalesca ha scaricato pioggia e grandine con un’intensità che nella valle di Girola è stata pari a 15,6 millimetri in soli 5 minuti, corrispondente a un’intensità stimata di circa 190 millimetri all’ora.
Il dispiegamento di forze
Girola e, in quota ancora maggiore, Capovico sono state le due frazioni colpite da questo evento meteo breve, ma intenso, che ha comportato anche un intervento che si è concluso alle 4 di ieri mattina per liberare l’ex statale Lariana da fango e grandine. Intervento che ha coinvolto un’impresa fatta intervenire dal settore Viabilità di Villa Saporiti, poi i vigili del fuoco, la Protezione civile insieme ad un buon numero di volenterosi residenti.
Sul posto, in stretto contatto con il sindaco Alberto Trabucchi, c’era il vicesindaco Simona Turconi. «Il sistema ha retto - è la sintesi, il giorno dopo, del primo cittadino - perché il fango sceso da Capovico è legato non alle briglie piene, ma al cantiere in essere per il rifacimento della mulattiera».
Trabucchi punta poi l’indice contro chi, di fronte a quanto accaduto martedì sera, ha parlato di interventi in parte inefficaci. «Stiamo facendo il possibile e oltre per mettere in sicurezza il paese e nel contempo chiudere entro il 30 giugno 12 milioni di euro di progetti Pnrr - le parole del sindaco, rimasto sino a tarda notte impegnato a coordinare gli interventi - Se si ama Blevio bisogna convivere con queste situazioni, fermo restando, lo ribadisco, che le opere di regimazione e contenimento hanno svolto il loro compito in maniera soddisfacente. Di fronte a queste quantità di pioggia ci sono ben poche contromisure. Se non si è disposti a convivere con queste situazioni, lo dico con grande amarezza, è opportuno prendere in considerazione l’ipotesi di cambiare paese».
L’anomalia
L’unica situazione anomala è stata rappresentata dal torrente Pertus, che ha trascinato a valle una pianta di grosse dimensioni che ha sfondato la recinzione protettiva.
Da segnalare che nel picco delle precipitazioni i cavi “a strappo” bassi del Pertus e del Girola sono saltati, determinando così la situazione di piena allerta. Amministrazione provinciale (con il responsabile della gestione Manutenzione strade Sergio Galli e il responsabile della Protezione civile Giuseppe Bernasconi in contatto con il presidente Fiorenzo Bongiasca) hanno monitorato per l’intera giornata la situazione.
La scelta di campo
Oggi a metà mattinata è previsto un sopralluogo che coinvolgerà insieme a Comune ed Amministrazione provinciale i tecnici di Regione Lombardia. Questo perché le briglie hanno accumulato altro materiale. Il Comune però impegnato con la rendicontazione dei fondi Pnrr non ha personale da adibire alla compilazione di nuove schede “Rasda” connesse all’emergenza. Dunque si impone una scelta di campo, che verrà presa nella giornata odierna.
Dal Comune è giunto nel pomeriggio, in una nota, «un grazie a tutti coloro che sono intervenuti tempestivamente martedì notte e nelle prime ore della mattinata».
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