Installata l’antenna che il Comune ha provato, più volte, a bloccare

Il caso Nel 2024 la società di telecomunicazioni si era vista respingere due volte la richiesta di collocare il pilone, impugnato il diniego si è rivolta al Tar della Lombardia

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Luisago

Era stata oggetto di un ricorso al Tar, oggi l’antenna della discordia è stata installata. Si tratta di un pilone alto 36 metri al servizio della società di telefonia Iliad, collocato in via Raffaello a Luisago, traversa di via Alcide De Gasperi. L’impianto si trova all’interno di una proprietà privata adibita a deposito camper, a ridosso di una centrale elettrica e nelle vicinanze di una palazzina residenziale in cui vivono una decina di famiglie.

La vicenda aveva avuto una forte eco mediatica, per via della contrapposizione giudiziaria tra Iliad e il Comune di Luisago. Una diatriba iniziata nell’estate del 2024, quando la società di telecomunicazioni si era vista respingere due volte (il 19 agosto dalla conferenza di servizi comunale e il 21 agosto dallo “Sportello unico per le attività produttive”) la richiesta di collocare il pilone. Iliad aveva impugnato così il diniego e si era rivolta al Tribunale amministrativo regionale della Lombardia. Nonostante ciò il Comune di Luisago era rimasto fermo sulle sue posizioni e il 25 novembre del 2024 aveva dato mandato a un legale di difendere gli interessi dell’ente.

La sentenza

All’inizio di quest’anno il Tar si è espresso dando ragione a Iliad e al contempo condannando il Comune di Luisago al pagamento di 2.500 euro di spese legali. Nonostante la sconfitta in tribunale la sindaca di Luisago, Roberta Tosca, ha sempre sostenuto la bontà del diniego del Comune. «Avevamo deciso di difendere le nostre ragioni sentito l’avvocato – aveva dichiarato la prima cittadina al nostro giornale saputa la sentenza - Ci sembrava inopportuno non tentare almeno di preservare il territorio da un intervento impattante, insomma sarà installata un’antenna di oltre 30 metri. Certo non è al centro del paese, ma è comunque in prossimità di case e vicino al centro. Quello che abbiamo fatto, ci sembrava doveroso».

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