«Io viva grazie al tuo midollo»: la lettera dalla Francia che emoziona Gaia

Villa Guardia Una malata francese salvata dalla donazione della comasca: «Essere la speranza per qualcuno è una sensazione che non potrò scordare»

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«Il 21 dicembre del 2023, dopo due pesanti chemio nella camera sterile, ho ricevuto il tuo midollo osseo. Da due anni tu scorri nelle mie vene. Ti ringrazio con tutto il cuore per questo magnifico regalo di vita. Non ti conoscerò mai, ma tu sarai sempre nei miei pensieri e nel mio cuore, che continua a battere grazie a te».

Poche righe, scritte a mano e in francese, per ringraziare la persona che le ha salvato la vita con un grandissimo gesto d’altruismo, “semplice” quanto potente.

Anonimato

A condividere l’emozione nel leggere il contenuto della lettera a lei destinata è Gaia Pelegatta, 39 anni, residente a Olgiate Comasco e titolare di un’attività a Villa Guardia, donatrice di midollo. La legge impone che donatore e ricevente non si conoscano e che la loro identità resti per sempre anonima ma, grazie all’associazione donatori, si può comunicare.

«Avevo fatto la prima donazione nel 2023 e, dopo due anni, questa persona mi ha scritto - racconta Gaia - non so nulla di lei, se non che è francese. Ho sperato tanto che stesse bene e alle successive donazioni ho provato a chiedere alle infermiere, ma non potevano dirmi nulla. Poi questa lettera che mi ha fatto emozionare tantissimo. Sapere che vive e che è serena mi fa bene al cuore. Per lei ci sarò sempre, finché avrà bisogno e io potrò».

La voglia di diventare donatrice si è accesa in Gaia quando ha avuto un contatto con una famiglia il cui figlio era affetto da leucemia. «Certe situazioni ti entrano dentro e non si dimenticano, così ho pensato che un giorno anche io avrei potuto fare del bene. Ora il mio sogno è realtà, essere la speranza per qualcuno è una sensazione che non potrò mai scordare».

«È difficile trovare qualcuno di compatibile, c’è una possibilità su 100mila - aggiunge Gaia - Sono iscritta in Admo (Associazione donatori di midollo osseo) da molti anni ma non ero mai stata chiamata, finché mi hanno contattato da Erba, dove io avevo fatto il primo prelievo per essere inserita nella banca dati. Mi hanno detto che c’era una persona che poteva essere compatibile: dopo un mese l’altra telefonata da Milano, al San Raffaele, per dirmi che avevano trovato la compatibilità giusta, ero felicissima».

L’appello

Ora, finalmente, la bella notizia. «Siamo entrate in contatto grazie all’associazione - conclude Gaia - è stata una grande emozione. Io spingo sempre a fare questa cosa, a donare. La sensazione che resta è impagabile. Tanti pensano che sia una cosa dolorosa o invasiva, ma in realtà è molto più semplice, anche se naturalmente è una cosa seria. Ora ci sono anche delle tecniche nuove per prelevare il midollo. La parte meravigliosa è che si salva una vita».

Proprio come accaduto alla donna francese che, senza la generosità di Gaia, molto probabilmente non ce l’avrebbe fatta.

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