La Croce Rossa di Como esce dal fallimento e può voltare pagina
Il Comitato di Como ha depositato ai giudici fallimentari la relazione finale con i conti risanati, sono stati ormai pagati tutti i debiti pregressi
Como
La Croce Rossa esce dal fallimento e dal commissariamento. Il Comitato di Como ha depositato ai giudici fallimentari la relazione finale con i conti risanati, sono stati ormai pagati tutti i debiti pregressi, almeno quelli stabiliti da norme e tribunale e quindi per esempio nei confronti di dipendenti e banche. Ormai tre anni fa erano stati inviati i primi avvisi agli interessati creditori, decine di fornitori oltre all’erario, con un buco di quasi otto milioni di euro accumulato già da prima della pandemia, colpa della precedente gestione del comitato. Poi i commissariamenti, la cessione delle sedi di Lipomo e della Val d’Intelvi, la riduzione delle spese, dei servizi e del personale, ultima la delicata vicenda del centro migranti, strappata la gestione direttamente da Roma perché fuori regola.
«Adesso abbiamo pagato tutte le somme stabilite – spiega Emilio Ghiringhelli, commissario inviato questa estate da Milano per un mandato lampo, che in realtà si è prolungato – approvata la relazione, secondo i tempi del tribunale, confido che per la fine del mese tutta questa pratica possa dirsi finalmente conclusa. Ceduti purtroppo dei pezzi importanti, chiuse di fatto le attività a Lipomo, data indipendenza con un percorso parallelo ai colleghi della Valle d’Intelvi, possiamo adesso ripartire e presentarci senza paura davanti ai cittadini comaschi. Come ci impone la nostra vocazione: in aiuto ai bisogni della popolazione». Restano circa 4mila euro di pagamenti aperti, un residuo piccolo già accantonato su un conto a parte dovuto a dei conti e a degli indirizzi Iban non corrispondenti.
«Spiace e molto per i fornitori e le ditte che non hanno ricevuto tutto quello che avevano anticipato – dice ancora il commissario – è stata una pagina lunga e dolorosa per tutti i soccorritori. Adesso però questo comitato ha le forze per ripartire con tutte le carte in regola. Dunque credo che il mio impegno qui a Como sia finito, il 17 maggio si terranno nuove elezioni per individuare nuovi referenti locali, un presidente e un consiglio d’amministrazione, così da guidare i soccorritori comaschi verso la strade che meritano».
L’ultimo commissariamento, deliberato da Roma ad agosto, doveva durare fino a febbraio, quindi a inizio anno è stata data una proroga senza una scadenza determinata, fino alla tarda primavera. Non ci sono fino ad oggi candidati sicuri per guidare la Croce Rossa di Como, è forse presto perché i primi interessati facciano un passo avanti, proponendo una squadra e un programma. Certo l’eredità passata non è delle più semplici da risollevare.
L’ultima elezione nel maggio del 2024 ha visto l’elezione di Paolo Beretta, volontario poi costretto alle dimissioni la scorsa estate dopo i sopralluoghi al centro migranti di Lipomo, dichiarato fuori norma alla cui gestione si è sostituita la Croce Rossa nazionale. La sede lipomese era già comunque stata formalmente ceduta a Roma per risanare i bilanci, in rosso. Prima ancora del fallimento del 2023 la Croce Rossa era già stata commissariata, i commissari Adriano De Nardis e Paolo Rusconi, lomazzese, avevano cercato di traghettare il comitato verso porti più sicuri dopo la voragine lasciata dal presidente Matteo Fois, con conseguenze legali ancora da dirimere. Quindi Alberto Piacentini, dal pavese, aveva presentato un nuovo piano di risanamento, sui binari di quanto disposto dai giudici del tribunale, ciò nonostante la Croce Rossa non sia più da tempo ente pubblico.
Oggi la situazione è diversa, il comitato di Como liberatosi dai debiti è un diventato più piccolo, è di stanza solo in via Italia Libera e deve cercare di tenere testa ai servizi disegnati per il capoluogo, ricostruendo un rapporto solidale con gli altri comitati comaschi, negli ultimi anni spesso burrascosi.
Più in generale la Croce Rossa di Como adesso, raccontano dall’interno, ha grande bisogno di volontari, necessita del supporto e della vicinanza della cittadinanza. Da oltre una quarantina di dipendenti l’organico dei soccorritori era sceso nei mesi scorsi a solo 15, adesso sono tornati ad essere 27. Ne servono una trentina alla luce del potenziamento dei servizi del 118, c’è una postazione in più con una ambulanza sulle 24 ore in partenza da Lora.
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