La Svizzera contro Campione: «Ci deve quattro milioni di euro»

Il caso La cifra è relativa al contenzioso all’assistenza sanitaria: «Il 4 giugno crediti per 5,24 milioni di franchi, di cui 3,69 non saldati»

Lettura 1 min.

campione d’Italia

Prosegue, seppur (parzialmente) lontano dai riflettori, il braccio di ferro tra la Svizzera e il Comune di Campione d’Italia per i crediti che la Confederazione sostiene nei confronti dell’exclave sul tema sensibile dell’assistenza sanitaria internazionale.

L’interpellanza

Rispondendo ad un’interpellanza del consigliere nazionale della Lega dei Ticinesi Lorenzo Quadri, il Consiglio federale (ne ha dato conto il “Corriere del Ticino”) ha confermato che «al 4 giugno scorso i crediti della Svizzera nei confronti di Campione d’Italia ammontavano a poco meno di 5,24 milioni di franchi, di cui 3,69 contestati e non saldati».

Al cambio attuale - con il franco sulle “montagne russe” nei confronti dell’euro, ma comunque su valori tutto sommato ancora alti - 3,69 milioni di franchi equivalgono a poco meno di 4 milioni di euro.

Una cifra di tutto rispetto tanto che lo stesso Quadri (che spesso non ha lesinato critiche nei rapporti tra la Confederazione e l’exclave) ha chiesto se «questi ritardi incidono sui costi complessivi del sistema sanitario svizzero e, indirettamente, sui premi degli assicurati», ricordando il peso che ha sulle famiglie svizzere (e in particolare ticinesi) la “Cassa Malati”, ovvero l’assicurazione sanitaria obbligatoria.

Nella risposta al quesito, inerente anche altre (presunte) pendenze economiche in ambito sanitario da parte del nostro Paese, incluse quelle relative al rogo di Capodanno a Crans-Montana («La questione non è stata ancora chiarita» ha precisato Berna), il Consiglio federale elvetico ha anche precisato che «il rimborso delle spese (dovute dall’exclave, ndr) è disciplinato nello scambio di lettere dell’ottobre 2006 tra i due Paesi, affidato da un lato all’Ufficio federale delle Assicurazioni sociali e dall’altro lato del confine al nostro ministero della Salute.

Berna ha anche precisato che «i termini di pagamento non sono regolati in modo esplicito», rassicurando però su un aspetto e cioè che «ritardi e mancati incassi non incidono sui costi complessivi del sistema sanitario svizzero e indirettamente sui premi degli assicurati».

Il dibattito

Molto si è detto e scritto in questi anni sulle spese relative alla sanità imputabili all’exclave italiana in territorio svizzero, i cui cittadini si rivolgono storicamente alle strutture sanitarie svizzere, dove i tempi d’attesa sono prossimi allo zero.

Il tema di fondo è legato al costo di questi servizi, tanto che alle preoccupazioni ticinesi si sono aggiunte due anni or sono anche quelle di Regione Lombardia, attraverso un apposito quesito posto dal capogruppo al Pirellone Pierfrancesco Majorino.

«Non è colpa nostra se in paese non ci sono servizi sanitari», la difesa d’ufficio dell’ex sindaco di Campione, Roberto Canesi.

Ora quantomeno il “buco” è stato quantificato.

© RIPRODUZIONE RISERVATA