La truffa del finto figlio con Whatsapp: «Ho bisogno di 1.500 euro, è urgente»

Lipomo I messaggi: «Ciao mamma, ho perso il telefono e ti scrivo da un altro numero». Poi la richiesta dei soldi, con un bonifico intestato a uno straniero. La donna non ci è cascata

Si sta diffondendo sempre più via WhatsApp una truffa che è tornata a far stragi di conti correnti di parenti.

Il truffatore, una volta verificato che il numero trovato è presente su WhatsApp, instaura una conversazione fingendosi il figlio della vittima. Questo è capitato qualche giorno fa anche ad una signora della zona che, solo per un sospetto sopraggiunto all’ultimo momento, è riuscita a “salvare” circa 1.500 euro non effettuando un bonifico che le veniva richiesto.

«Ciao mamma, mi è caduto il telefono nel water. Puoi mandarmi un messaggio, questo è il mio nuovo numero» è cominciata così la conversazione con il fantomatico figlio, che in realtà era un truffatore. Che è poi proseguita: «Odio davvero che anche la mia carta di debito fosse dietro la cover del mio telefono». E ancora «Il mio telefono è andato in malora». «Ho capito – ha replicato la signora - Non capisco la carta di credito». E prontamente dall’altra parte è arrivata la risposta «Era dietro la custodia del mio telefono». «La rifarai venerdì pomeriggio» ha replicato la mamma. E dopo altri messaggi, il truffatore è andato al punto. «Sto ripristinando i miei contatti e le mie app ma a causa del mio nuovo telefono ci vorranno 48 ore prima che la mia app della banca funzioni di nuovo per motivi di sicurezza. Oggi devo pagare 2 bollette molto fastidiose potresti anticiparle. Posso ripagarle prossimo venerdì. Non possono richiamare adesso sono al lavoro». Ma la conversazione è passata all’azione cercando di instillare nella vittima, un senso di urgenza verso il proprio figlio. A questo punto la mamma gli ha scritto: «Sì, dammi gli estremi».

I primi sospetti

E qui le coordinate bancarie su un conto intestato a un uomo dal cognome dell’est europeo (tale Dimitrij Platonov) con la richiesta di 1484,40 euro. «Puoi pagarlo subito, sono già in ritardo, spero che non ci siano costi aggiuntivi».

Visto il nome straniero del beneficiario e l’importo piuttosto consistente, la mamma a questo punto si è insospettita e ha chiesto: «Ma cos’è?». «Un pagamento arretrato, avevo ordinato alcuni articoli on line, li ho già ricevuti. Devo solo pagare, sono già in ritardo nel pagamento».

Ma la donna non ci è cascata: «Pensi di essere furbo vero?» E ha chiuso la conversazione. Nel frattempo era riuscita a contattare il figlio sul suo vecchio numero ricevendo assicurazioni che non c’era nulla di vero e che si trattava di una frode bella e buona.

Raggiro evitato

«Per tre quarti della conversazione – ci dice la signora – la cosa mi sembrava possibile, conoscendo mio figlio. Mi sono subito insospettita quando ho notato che l’indirizzo Iban era straniero e l’importo di 1.500 euro era piuttosto alto. Se il bonifico fosse stato diretto in Italia con un importo di qualche centinaio di euro, ci sarei cascata sicuramente e l’avrei fatto».

La persona indicata come beneficiario del bonifico (quasi sempre un prestanome difficilmente perseguibile), serve al truffatore per prelevare tutti i soldi versati.

Contattare di persona, sempre e in ogni modo il proprio parente che viene coinvolto dal criminale, prima di fare qualsiasi addebito. Per cercare di evitare che altri cadono in questa trappola segnalare ogni evento sospetto alle forze dell’ordine, in particolare alla Polizia postale.

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