Marche da bollo fatte sparire dal Comune. C’è un indagato
L’inchiesta Dipendente comunale sotto indagine per peculato e falso. Avrebbe rubato 1700 valori bollati
Lettura 1 min.Appena il tempo di ottenere un avanzamento di carriera a maggio, e in estate era già sotto inchiesta per peculato. Perché, secondo l’accusa, si era impossessato di oltre 1700 marche da bollo destinate agli atti dell’amministrazione comunale. La Guardia di finanza ha proceduto al sequestro di quasi 28mila euro a Giuseppe De Santis, 56 anni, tuttora dipendente di Palazzo Cernezzi, finito nei guai per la sparizione di valori bollati. Una segnalazione partita dall’interno degli stessi uffici comunali, che aveva anche portato, nel settembre scorso, a una acquisizione di atti da parte delle fiamme gialle.
L’indagine
L’indagine è stata condotta dal Nucleo di polizia economico finanziaria di Como. Gli accertamenti, come detto, sono cominciati la scorsa estate in seguito alla segnalazione di alcune irregolarità rilevate nelle procedure amministrative dell’Ufficio Morti dello Stato Civile di Como e dell’Ufficio Decessi dell’Ospedale “Sant’Anna” di San Fermo della Battaglia che, per talune incombenze burocratiche, fa riferimento alla struttura del capoluogo.
Come detto i finanzieri hanno sequestrato, a seguito di perquisizioni disposte dalla Procura, poco meno di cinquemila fascicoli mortuari relativi a decessi intercorsi tra il 2022 e il 2025, per un totale complessivo di circa 15.000 documenti.
Quindi sono stati sentiti, come persone informate sui fatti, i i direttori tecnici e i titolari delle imprese di onoranze funebri nonché altri dipendenti degli uffici comunali per comprendere non soltanto l’iter dei documenti in questione, ma anche e soprattutto la segnalazione di eventuali irregolarità.
Accertamenti
Gli accertamenti si sono subito concentrati sulla corretta apposizione delle marche da bollo sulle pratiche di cremazione e di dispersione delle ceneri dei defunti.
Alla fine, secondo gli investigatori, il dipendente comunale anziché apporre le marche da bollo sugli atti, se le faceva consegnare e se le intascava. Tra l’altro il funzionario, sempre stando all’accusa, talvolta si sarebbe anche fatto consegnare marche da bollo in numero superiore a quello necessario.
L’analisi dei documenti sequestrati ha permesso poi di intuire il possibile truffo usato per cercare di non destare sospetti. In alcuni casi il dipendente comunale avrebbe applicato valori bollati che erano stati rimossi da altre pratiche, addirittura si contesta il triplice utilizzo di una singola marca da bollo su più documenti intestati a diversi defunti; o ancora cambiava a a penna il numero seriale e la data impressi sulla marca da bollo, lasciando nel fascicolo i documenti in copia e non in originale. In totale le marche da bollo che l’uomo si sarebbe intascato sarebbero oltre 1700, per un valore di 16 euro ciascuna. Mistero, almeno allo stato dell’inchiesta, sulla destinazione dei valori bollati.
La Procura, nei mesi scorsi, ha chiesto e ottenuto il sequestro preventivo di 27.904 euro, ovvero l’equivalente del valore delle marche sparite. L’uomo, che non è stato sospeso dal servizio, è formalmente indagato per peculato, falsità materiale commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici, soppressione e distruzione di atti veri nonché per falsificazione di valori di bollo.
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