Montano Lucino, Don Giangi se ne va. Ipotesi petizione per farlo rimanere

La decisione Dopo le festività di Pasqua, lascerà la parrocchia di San Giorgio per continuare il suo ministero in alto lago

Don Gianluigi Braga, parroco di Lucino da 18 anni, dopo le festività di Pasqua, lascerà la parrocchia di San Giorgio per continuare il suo ministero in alto lago, nelle parrocchie di Grandola e Uniti, Naggio, Bene Lario e Grona, in una zona che conta quattro parrocchiali e una decina di chiese in tutto.

È stato lo stesso don Gianluigi, per tanti don Giangi, a comunicare la decisione del vescovo di Como Oscar Cantoni. «Noi guardiamo il nostro piccolo paese, il vescovo vede invece una realtà più ampia, probabilmente ha visto difficoltà in altre parrocchie e altre necessità e mi ha destinato ad una realtà certamente diversa rispetto a quella di Lucino – commenta don Braga - ho fatto presente le mie fatiche e le mie difficoltà: qui a Lucino mi sono inserito subito, ma allora avevo 53 anni, adesso a 71 anni sarà più difficile, ma non dispero. Certo che mi dispiace lasciare Lucino, ma è il mio ministero».

Dopo vent’anni in Valcuvia, don Gianluigi aveva iniziato il suo incarico il 31 maggio 2008: a partire dal 1569 è il ventunesimo parroco di Lucino. A Lucino don Gianluigi Braga ha festeggiato i 30 anni di sacerdozio e poi i 40 anni: era stato infatti ordinato sacerdote il 23 giugno 1979, dall’allora vescovo monsignor Teresio Ferraroni. Don Giangi, classe 1955, aveva iniziato il seminario dopo il liceo Paolo Giovio di Como. La prima esperienza di sacerdote in Valtellina, nella parrocchia di Delebio per sei anni; poi tre anni a Ponte Tresa, venti in Valcuvia e 18 a Lucino. In teoria al compimento dei 75 anni, quindi tra 4 anni, don Gianluigi potrebbe dare le dimissioni, poi dipende, sta al vescovo accettarle o meno.

Dispiacere tra i fedeli

L’annuncio di essere stato destinato ad una realtà molto diversa e molto lontana da Lucino ha causato dispiacere tra i fedeli, che hanno mostrato molto affetto nei confronti del sacerdote: anche persone di Villa Guardia che spesso seguono la messa a Lucino si sono detti amareggiati. «Come un fulmine a ciel sereno, considerato che, per l’appunto, ci si aspettava che il don terminasse la sua missione eucaristica e pastorale qua a Lucino, tra i suoi parrocchiani che gli vogliono bene – si esprime un fedele - ovvio che ci sia il voto di obbedienza per cui credo non si possa fare nulla, ma forse se ci fosse una raccolta firme per sensibilizzare la curia sul tema, don Gianluigi potrebbe restare».

Don Giangi però frena: «Ovviamente mi fa piacere sapere che c’è chi mi vuole bene e mi apprezza, ma davvero, questo è uno sforzo che non serve. Se il vescovo ha deciso così è per migliorare una situazione, non è giusto creare un ulteriore problema»,

Quanto al nome del suo sostituto, don Braga dice: «Non lo so, non me lo hanno comunicato, probabile che si proceda con l’unione delle due parrocchie, con quella di Montano, dunque. Con la carenza di sacerdoti che c’è in diocesi avere due parroci in un paese così piccolo non sarebbe corretto».

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