No alla chiusura della scuola di Socco: le mamme hanno raccolto 830 firme

Fino Mornasco Nella petizione chiedono al Comune anche un confronto sulla questione. Il sindaco: «Scelta dovuta al drastico calo demografico, motivazioni già spiegate ai genitori»

Fino Mornasco

Protocollate in Comune 830 firme contro la dismissione dell’elementare “Gianni Rodari” di Socco, ma i residenti della frazione e i genitori degli alunni non si fermano.

La petizione va avanti. Insieme all’elenco è stato depositato anche un documento, in cui sono puntualizzate le richieste. All’amministrazione comunale si chiede di sospendere qualsiasi iniziativa finalizzata alla chiusura o al ridimensionamento del plesso fino alla conclusione di un confronto pubblico, trasparente e formalizzato con la cittadinanza e gli organi competenti.

Le richieste

Si chiede anche di mantenere attiva la scuola e di avviare a settembre la prima, mentre il Comune e la dirigenza scolastica hanno già comunicato che a settembre sarà costituita un’unica prima all’elementare di Valle Mulini con 12 iscritti di Socco e 3 di Andrate-Valle Mulini. Al Comune si chiede poi di operare in coerenza con la volontà delle famiglie, assumere qualsiasi decisione solo con atti formali e motivati, garantire pari dignità alla scuola di Socco, rispetto agli altri plessi, in materia d’investimenti, programmazione, valutare soluzioni alternative alla chiusura, rendere pubbliche eventuali analisi demografiche utilizzate indicando criteri, fonti, riconoscere che le modalità e i tempi con cui è stata diffusa la notizia della chiusura, hanno determinato un danno d’immagine alla scuola. La petizione è indirizzata anche alla dirigenza scolastica, a cui si chiede di costituire a settembre la classe prima a Socco, di esprimere una posizione ufficiale, di trasmettere la volontà delle famiglie agli enti competenti e di definire un piano di valorizzazione e rilancio del plesso.

Fornasiero e la vicesindaca

Le 830 firme faranno cambiare idea all’amministrazione comunale? In una nota il sindaco, Roberto Fornasiero, e la vicesindaca e assessora all’Istruzione, Valeria Bianco, precisano.

«Il drastico calo delle nascite e conseguentemente dei bambini in età scolare impone di dover scegliere due tra le tre scuole primarie per il futuro dell’istruzione nel nostro paese – dichiara il primo cittadino - Riteniamo giusto scegliere le scuole migliori per garantire spazi adeguati e maggiormente sicuri. Questa decisione si basa su fatti oggettivi, spiegati prima ai genitori della futura prima, ribaditi nel corso dell’assemblea pubblica di fine marzo e non dipende dal consenso che essa riscuote». La vicesindaca aggiunge. «Nel corso degli appuntamenti con i genitori e dell’assemblea a cui hanno partecipato anche molti cittadini, abbiamo dato ascolto alle istanze di tutti, comprese quelle dei promotori della petizione. L’ascolto c’è stato e ci sarà sempre, ma altrettanto deve avvenire da parte di tutti, senza posizioni preconcette. Siamo costantemente aperti al confronto per risolvere le criticità legate al cambiamento e ad accogliere le proposte per la futura destinazione della scuola».

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