Orticolario, il sogno è iniziato: video e immagini del primo giorno
Cernobbio Oggi pomeriggio alle 15 si sono aperti i cancelli. Visitatori di tutte le età tra spazi creativi, installazioni ed espositori. Domani la premiazione degli spazi creativi
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Alla fine il sole è spuntato su Cernobbio, e ha dato il suo benestare a Orticolario - en rêverie, sedicesima edizione della manifestazione cernobbiese. Artigianato, piante (anche rare), fiori, frutti, prodotti gastronomici e tessili: dietro ai banconi ci sono gli habituè e i nuovi volti. Tra spazi interni ed esterni, sono più di 250 gli espositori. Tra di loro anche l’associazione Un sorriso in più, che nei giorni di Orticolario accoglie i visitatori con piccoli omaggi floreali di recupero: oggi boccioli e verde provenienti da un matrimonio sul lago.
Quest’anno sono sette i giardini tematici selezionati tramite il concorso internazionale Spazi Creativi (il vincitore domani 2 ottobre si aggiudicherà il premio “La Foglia d’oro del Lago di Como”). Sempre sette le installazioni fuori concorso site-specific, ispirate al tema dell’anno, tra cui Olobioma di Jonathan Arnaboldi e Matteo Pellicanò, giovani progettisti ed ex allievi della Fondazione Minoprio, che anzichè lavorare con le piante in sè, sono partiti da ciò che si trova nel terreno da cui crescono. Il risultato sono quadri Petri e colonne di Winogradsky che, nei giorni di Orticolario, continueranno a cambiare aspetto, poichè abitati da funghi, alghe, batteri e microrganismi.
Una particolarità del giovedì sono le scolaresche di bambini in visita didattica: ad accompagnarli altri studenti, con la maglietta dell’Istituto Pessina. Non è l’unica scuola coinvolta: tra i partner anche Iath Academy, oltre a Istituto San Vincenzo e Fondazione Minoprio Its Academy, che hanno dato una mano anche in fase di allestimento, in particolare per quanto riguarda il padiglione centrale, dove il tema del sogno trova la sua dimensione più surreale, con l’installazione Hypnos a cura di Mario Mariani e Matteo Boccardi: 16 isole rotonde, che cambiano aspetto a seconda della luce, e che accompagneranno i commensali della charity dinner di stasera.
L’invito del patron Moritz Mantero era quello di lasciar vagare la mente verso il mondo onirico, quello dei sogni, delle fantasie e delle illusioni, dove ciò che non esiste può esistere. Ma a Villa Erba tutto chiama lo sguardo e forse, l’atto antico di sognare, lo si può fare anche ad occhi aperti.
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