Rapinatore a 13 anni: non è imputabile

Il caso Il minore è stato riaffidato alla famiglia. Vittima della rapina uno studente universitario che tornava a casa

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Luisago

Il fascicolo nato dalla rapina con un coccio di bottiglia puntato alla gola di un ragazzo di 19 anni, è destinato a chiudersi con una archiviazione. Secondo il codice penale infatti in Italia non si può rispondere di reati commessi sotto i 14 anni di età e il ragazzo responsabile della brutale aggressione, tra l’altro già noto agli uffici, di anni ne aveva ancora appena 13. Per questo motivo insomma i carabinieri di Cermenate, dopo aver ricostruito l’accaduto risalendo al responsabile del colpo e recuperando la refurtiva, non hanno potuto fare altro che restituirlo alla famiglia.

Detto questo, la segnalazione alla procura e al tribunale per i minorenni di Milano verrà comunque fatta, ma il pubblico ministero, una volta appurati i fatti, dovrà chiedere l’archiviazione per difetto di imputabilità del responsabile della rapina. Tuttavia qualcosa potrà essere fatto, ovvero il magistrato potrà trasmettere gli atti ai Servizi Sociali minorili per valutare e proporre percorsi educativi di recupero oppure anche di supporto psicologico. Se il minore di Rebbio avesse invece compiuto la rapina solo tra qualche mese, tutto sarebbe cambiato perché sopra i 14 anni si diventa perseguibili penalmente, seppure sempre nell’ambito di un sistema giudiziario, quello minorile appunto, che punta alla rieducazione del ragazzo più che alla pena, con dunque pesi e condanne ridotte rispetto a quelle che invece sono comprese nel codice penale per chi è diventato maggiorenne.

Insomma, tornando all’episodio di Luisago, la segnalazione una volta girata alla procura per i minorenni di Milano non potrà che andare in nulla, con la non procedibilità e la conseguente archiviazione per difetto di imputabilità.

La storia in questione fa riferimento ad un brutto episodio avvenuto ai danni di uno studente di 19 anni di Olgiate Comasco che era appena arrivato in stazione a Luisago. Erano le 22 di mercoledì quando il tredicenne è entrato in azione, attirando la vittima nel parcheggio per poi minacciarlo con una bottiglia rotta puntata al collo. Lo studente universitario, spaventato, ha consegnato il pc, ma anche una carta ricaricabile e un orologio.

Quando i carabinieri sono arrivati sul posto hanno ricostruito l’accaduto, raccogliendo una descrizione sommaria fisica del rapinatore e anche le cose con cui era vestito, prevalentemente nere o comunque scure, una tuta, un cappellino e un marsupio. Ma ad incastrare il tredicenne è stato il pagamento di una consumazione in un vicino ristorante, distante al massimo un paio di chilometri, fatto con la carta rubata. Da qui la corsa dei militari, il trasporto in caserma del sospettato, l’identificazione e la scoperta che aveva solo 13 anni, segnalato dunque alla Procura per i minorenni ma nell’ambito di una vicenda penale destinata subito ad essere archiviata. In attesa di valutare eventuali segnalazioni ai servizi sociali, con il tredicenne che nel frattempo è tornato in famiglia.

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