Reperti del neolitico a Lipomo: il Comune punta ad allestire la mostra

Scavi archeologici L’assessore Rigamonti: «Ci attiveremo affinché gli oggetti rimangano conservati in paese»

Lettura 1 min.

Lipomo

Gli scavi archeologici a seguito della realizzazione dell’ampliamento del cimitero di Lipomo, intrapresi lo scorso anno, hanno consentito di identificare un importante sito di età neolitica. Nonostante le dimensioni contenute delle indagini, la finestra aperta sul passato ha restituito dati di estremo interesse.

Gli scavi, diretti dalla Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio ed eseguiti in accordo con l’Amministrazione di Lipomo, hanno evidenziato tracce di un insediamento di cui sono state riconosciute alcune fondazioni in ciottoli e buche di palo che lasciano immaginare la presenza di edifici realizzati in legno e altro materiale deperibile. Il rinvenimento conferma la presenza di gruppi umani sulla Spina Verde in età neolitica. In precedenza, evidenze di questa fase cronologica nella zona erano attestate solo da indagini archeologiche a San Fermo della Battaglia e Montano Lucino, mentre materiali sporadici provengono da Como e da Brunate. Le indagini condotte a Lipomo aggiungono un tassello di grande importanza alla storia del popolamento del Comasco in età preistorica fornendo nuovi dati che si affiancano a quelli provenienti da Alzate Brianza, Anzano del Parco e Pusiano.

La prosecuzione degli studi, che proseguiranno ancora per alcuni anni, consentirà di meglio definire la cronologia del sito e, grazie alle analisi archeo-biologiche, di ricostruire l’ambiente in cui era sorto l’insediamento. I risultati fin qui raggiunti dimostrano l’importanza dell’applicazione della normativa sull’archeologia preventiva per l’incremento delle conoscenze sul popolamento antico e per la corretta programmazione delle opere pubbliche.

Per valorizzare i risultati di questo importantissimo ritrovamento, mostrato alla popolazione nel corso di una interessantissima e partecipata serata di alcuni mesi fa, grazie alla collaborazione dell’assessorato alla cultura che fa capo a Beppe Rigamonti, in collaborazione con la Soprintendenza Archeologica belle arti e paesaggio diretta da Grazia Facchinetti, è stato apposto il cartello “Lipomo prima di Lipomo” nella zona del cimitero.

«Ci attiveremo – ha commentato l’assessore Rigamonti – perché gli oggetti e i reperti rimangano conservati nel comune di Lipomo in una apposita teca che potrà essere visitata dalla popolazione e, dagli scolari e studenti che potranno conoscere il vissuto, seppur lontano nel tempo, del territorio. Intanto le gente di Lipomo può conoscere le reali motivazioni degli scavi atrtraverso le informazioni dettagliate della sopraintendenza archeologica e belle arti, riassunte nel cartello che motiva il perché degli scavi, come da noi richiesto. Tutto nel rispetto delle leggi e delle competenze».

© RIPRODUZIONE RISERVATA