«Scusi, quello è il mio telefono»: ennesimo tentativo di truffa per rubare il cellulare
L’episodio nel parcheggio dell’Iper di Grandate
Lettura 1 min.Grandate
Non c’è limite alla fantasia di chi vuole approfittarsi della gentilezza e buona fede altrui ed i parcheggi dei centri commerciali diventano spesso luogo in cui ci si può trovare in difficoltà e subire tentativi di truffe, che talvolta purtroppo vanno pure a segno. L’ultima segnalazione risale a mercoledì pomeriggio quando una donna nel parcheggio dell’Iper di Grandate è stata avvicinata da due persone su un’utilitaria bianca, di mira è stato preso il cellulare. Ecco il racconto consegnato via social per essere reso pubblico e mettere in guardia la gente: «Sono scesa dall’auto e ho messo il mio telefono in tasca – racconta la donna - Subito dopo è passata una macchina con un ragazzo ed una ragazza a bordo che mi han detto: “Scusi, quello è il mio telefono”. Per fortuna ho ignorato la frase e sono andata dritta per la mia strada perché è un tentativo di truffa, se ci si ferma e si mostra il telefono dicendo che è il proprio lo strappano dalle mani oppure inventano che avete danneggiato il loro aprendo la portiera o facendolo cadere e rompere in qualche, tutto per chiedere soldi per la riparazione. Fate molta attenzione se vi capita la stessa scena e non tirate mai fuori il telefono!».
Oltre a furti di borse lasciate nell’auto o appoggiate mentre si carica la macchina con la spesa ed a borselli fatti sparire avvicinando qualche malcapitato dicendogli che gli sono cadute delle monete, distraendo così l’attenzione e riuscendo ad aprire la portiera lato passeggero rubando il borsello appena posato sul sedile, da queste colonne abbiamo spesso scritto di furti, truffe o tentativi di furto e truffe accaduti proprio nei posteggi dei centri commerciali, non solo di quello dell’Iper di Grandate, l’episodio del borsello, ad esempio, è accaduto all’MD di Lucino. Purtroppo nessun parcheggio è indenne da presenze di male intenzionati.
Dalla truffa dello specchietto nel parcheggio della Porta d’Europa (Bennet) a Lucino a quella del simulato tamponamento o addirittura alla subdola richiesta aiuto al solo scopo di truffare o derubare uomini e, molto spesso, donne di mezz’età. Ci sono anche tentativi di truffa più inconsueti, come quello del tizio sulla cinquantina, cordiale e molto sorridente, che girava nel parcheggio di Bennet e Cip Garden cercando di truffare i passanti con quel: «Ti ricordi di me?» con cui adescava, intavolava un racconto di presunti episodi di amicizia a cui seguiva l’offerta di un regalo, che poi regalo non era, ma un tentativo di avere dei soldi in cambio.
La raccomandazione per tutti, in particolar modo per gli anziani, è quella di fare attenzione, non lasciare mai in auto borse o borselli mentre si carica l’auto dopo la spesa e non dare mai retta a chi non si conosce.
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