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Il caso I cittadini: «Per costruire il monumento venne fatta una colletta, possiamo ripeterla per riaprirlo». Nel 1927 fu spesa una cifra pari agli attuali 125mila euro. Oggi ne servono 400mila per la ristrutturazione
Como
A Brunate il Faro voltiano è chiuso da ormai 2 anni, l’ultima apertura fu per Pasqua 2024, 31 marzo, poi da inizio aprile nessuno entrò più. Benché sia da 13 anni che, a più riprese, si parla della gestione del faro di Brunate, monumento di proprietà del Comune di Como, ma sul suolo di quello di Brunate, e malgrado da queste colonne già nel febbraio 2025 si evidenziò l’urgenza di provvedere alla sua manutenzione proprio in vista del 2027, il faro resta chiuso e senza essere annoverato tra i protagonisti delle celebrazioni per i 200 anni della morte di Alessandro Volta ed i 100 anni del monumento a lui dedicato per il centesimo anniversario dalla morte (5 marzo 1827).
Insomma, il più illustre tra i comaschi, tanto che il suo nome è pure sui cartelli di ingresso alla città, verrà ricordato omettendo il bel monumento dalla bianca torre a forma ottogonale, progettato da Gabriele Giussani, ex sindaco di Brunate, con i suoi 143 gradini interni nell’affascinante scala a chiocciola e stupendi scorci panoramici che si godono dai quasi 29 metri di altezza e che si aprono a 360 gradi verso le Alpi e verso Milano.
Un pasticcio annunciato con largo anticipo, verso cui oggi i brunatesi esprimono compatti un parere condiviso da tanti comaschi: “É una vergogna!”.
Eppure non tutto è perduto: da Brunate c’è chi lancia l’idea di una raccolta fondi per trovare i 400mila euro, o una parte, per effettuare i lavori di manutenzione del faro, riaprirlo e mostrare ai politici che la gente comune ha a cuore il monumento che accompagna da 100 anni le giornate dei comaschi, con la sua luce tricolore la notte e con la sua presenza visibile anche di giorno dalla città.
Un cittadino, Antonio Bernasconi, memoria storica e capogruppo degli Alpini, attraverso uno dei documenti storici che conserva, lancia l’idea: «Per costruire il faro hanno promosso una raccolta fondi, per ripararlo si può fare una raccolta fondi», suggerisce. Nulla di campato in aria, Bernasconi mostra la scheda di sottoscrizione dell’oblazione volontaria attraverso cui si erano raccolti i soldi per erigere il faro, la cui costruzione 100 anni fa costò una cifra vicina agli attuali 125 mila euro.
«Onoranze a Volta nel 1° centenario della morte», si legge sulla ricevuta della raccolta fondi promossa da Igni «in unione a tutto il personale delle poste e dei telegrafi d’Italia», poi sulla scheda c’è lo spazio per compilare l’oblazione volontaria di L. (Lire), fatta da...(lo spazio per nome e cognome).
A febbraio 2025 era stato aperto un bando per trovare sponsorizzazioni per sistemare il faro e poterlo riaprire, allora entrò pure in gioco Brunate con un suo cittadino, Francesco Ugoni, mediatore immobiliare di San Maurizio, proprio dove c’è il faro voltiano. Ugoni cercò anche un dialogo con il sindaco di Como, Alessandro Rapinese, ma non si concluse nulla.
E ancora, altra situazione paradossale: del milione di finanziamento di Fondazione Cariplo che è stato erogato al Comune di Brunate per un progetto molto articolato sui percorsi voltiani in paese - progetto approvato, aggiudicato ed in fase di realizzazione – nemmeno un centesimo può essere speso per il faro. Un paradosso nel paradosso.
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