Stop alle rapine sulla fascia di confine. Lo dice il report della polizia cantonale

Sicurezza Resi noti i numeri relativi all’attività di polizia a cavallo del confine. La Lega dei ticinesi voleva la chiusura dei valichi.

Maslianico

Stop alle rapine ai distributori di carburante del confinante Ticino, che tante frizioni avevano portato lungo la linea di confine con annessa richiesta della Lega dei Ticinesi di chiudere nuovamente i valichi minori nelle ore notturne, come tra i mesi di aprile e settembre del 2017. Lo si evince dall’annuale report della polizia cantonale, in cui viene evidenziato come «la maggior parte delle rapine si è verificata in abitazioni private o ha avuto origine da aggressioni che hanno coinvolto anche minorenni». «Per contro nel 2025 sono invece quasi del tutto cessati gli assalti ai distributori della fascia di confine - si legge ancora nel report -. Di fatto non si sono registrate rapine». Ma non è tutto perché in collaborazione con le autorità italiane, «sono stati effettuati diversi arresti legati ai numerosi assalti avvenuti negli anni scorsi a stazioni di servizio situate nella fascia di confine». La collaborazione tra forze di polizia ha dunque sortito gli effetti sperati, almeno sinora, dopo anni di grande apprensione per i continui assalti da parte di criminalità transfrontaliera - cioè in ingresso dall’Italia - ai distributori ticinesi della fascia di confine.

Un esempio di collaborazione tra le due realtà è avvenuto il 29 luglio di tre anni fa, con un assalto - poi fallito - ad un distributore di Vacallo. In quell’occasione, la reazione di una delle due dipendenti della stazione di servizio aveva messo in fuga i due rapinatori, che poi si erano diretti in moto verso Maslianico. Determinanti in quel contesto le immagini del sistema di videosorveglianza del Comune comasco, che avevano permesso di risalire alla moto utilizzata per l’assalto. È dello scorso febbraio invece la notizia relativa ad un 48enne cittadino tunisino residente nel nostro Paese estradato in Ticino con l’accusa di essere coinvolto in due rapine avvenute nel Mendrisiotto nel 2024, precisamente il 16 luglio e il 7 dicembre, con due distributori presi di mira a Novazzano e Balerna. Si è trattato di un altro esempio di collaborazione tra forze di polizia che ha portato a risultati importanti. Di sicuro - questa la linea tracciata da Berna - all’orizzonte non sono più previste chiusure notturne di valichi minori. A questa misura caldeggiata anche nei mesi scorsi dalla Lega dei Ticinesi, l’esecutivo federale ha preferito altre soluzioni operative, come il potenziamento della videosorveglianza e ancora sistemi di controllo basati sul retro-valico, affidati alle ex guardi di confine. L’attenzione sull’argomento resta comunque alta.

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