Studenti picchiano ragazzino sul bus
«Volevano rapinargli il telefono»
A Villa Guardia il racconto preoccupato della madre del 15enne vittima dell’aggressione
Villa Guardia
«Sono preoccupata e sinceramente ho molto paura, non voglio che queste cose accadano perché la prossima volta magari andrà peggio», le parole preoccupate di una mamma, che denuncerà alle autorità competenti quanto accaduto al proprio figlio di 15 anni sul bus di linea mentre si recava a scuola in un’ordinaria giornata, rilanciano un allarme che – purtroppo – riguarda le aggressioni e le rapine compiute da giovani studenti a danni di altri studenti.
Qualche giorno fa uno studente della zona di Villa Guardia, 15 anni, come ogni mattina presto, fascia oraria 7-8, quella più frequentata dagli studenti, ha preso il bus di linea per andare a scuola a Como.
«Mio figlio è stato aggredito con una tentata rapina da due ragazzini sul bus quando erano quasi in piazza Camerlata - spiega la mamma – e dato che questi episodi capitano, eccome, vorrei attirare l’attenzione sulla pericolosità di questi eventi. E’ ovviamente una cosa molto grave, a mio figlio è andata bene – aggiunge – ma occorre segnalare e fare in modo che queste cose non avvengano più. Avrebbe potuto essere ferito più seriamente, potrebbe accadere a qualcuno più fragile di lui, magari anche ad un anziano, non è possibile tollerare queste cose. Ovviamente denunceremo l’accaduto ai carabinieri».
Nello specifico, secondo il racconto della mamma, lo studente è stato aggredito da due altri studenti mentre era sul bus, è stato spintonato e ha riportato segni di questi spintoni contro i sedili del bus. L’obiettivo dei due studenti più grandi (tra i 17 e 18 anni) era quello di sottrarre il telefonino allo studente più piccolo.
«Mio figlio non ha soldi con sé, ha solo il telefono e l’abbonamento del bus – precisa la mamma –: quando il bus ha fatto la fermata in cui dovevano scendere è stato anche buttato giù dal bus, lui è uno che reagisce ed era riuscito a recuperare il suo telefono, fortunatamente senza incorrere in una reazione più violenta dei due. Una volta arrivato a scuola, dato che aveva dei graffi e dei lividi, dalla scuola mi hanno chiamato per informarmi dell’accaduto».
L’episodio riporta alle tante brutte notizie che nelle ultime settimane e mesi mettono in luce qualcosa di molto più violento e ancor più pericoloso di fenomeni di bullismo, nel caso di questo studente si parla di tentata rapina. «Mi sono informata e ho saputo chi sono i due studenti più grandi che hanno fatto questa bruttissima cosa – conclude la mamma – possono anche essere dei soggetti conosciuti, segnalati e problematici, ma non è ammissibile che questo divenga una scusante affinché non si provveda. Non possiamo pensare che i nostri figli recandosi a scuola rischino di essere feriti o anche di più, non possiamo pensare che sia normale, non è normalità questa».
E’ di qualche giorno fa la stima fatta da UIL trasporti sul numero di aggressioni su bus e treni nell’area del Friuli Venezia Giulia, i dati sono sconfortanti, tra 2025 e inizio di quest’anno in Friuli ci sono state 563 aggressioni sui mezzi pubblici, in pratica più di una al giorno.
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